Draghi: “Non abbiamo un piano B”, se perdiamo è la rovina

Pubblicato il 8 Marzo 2012 16:13 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2012 16:13

MILANO –  Alla Banca centrale europea ”non abbiamo alcun piano B, che significherebbe una sconfitta, e  noi non vogliamo essere sconfitti”. Mario Draghi è lapidario e in conferenza stampa, nella stessa conferenza stampa in cui accenna ad una ripresa “graduale” nel 2012, spiega che le misure della Bce per mettere una pezza alla crisi dell’euro sono già state messe in atto e si può solo “aspettare” e vedere l’effetto che fa.

Non solo, sempre secondo Draghi, è tempo per i paesi dell’eurozona di cedere parte della sovranità sul bilancio. Messaggio alla Grecia e non solo. Non c’e’ ”alcun modo”, secondo il presidente Bce,  di ottenere una maggiore solidarieta’ fra i Paesi dell’area euro se questi non cederanno ”parte della propria sovranita’ di bilancio”.

Draghi, però, si dice  fiducioso sull’adozione delle nuove regole del ‘fiscal compact’ da lui stesso auspicato. A suo giudizio, infatti,  oltre alle misure di risanamento fiscale e agli interventi straordinari di sostegno, anche il ‘fiscal compact’ europeo ha giocato un ruolo chiave nel restituire fiducia nell’economia europea.

Dal presidente Bce quindi anche un po’ ottimismo. Le misure straordinarie assieme al consolidamento fiscale hanno secondo Draghi  provocato un ”miglioramento significativo” e il maxi-prestito triennale alle banche ”darà ulteriore sostegno alla stabilizzazione dei mercati finanziari”. E ancora:  l’economia dell’area euro presenta ”segni di stabilizzazione” anche se ci sono ”rischi al ribasso” anche legati ai prezzi petroliferi che terranno l’inflazione sopra il 2%.

”Tutti  – secondo Draghi – dobbiamo moltissimo” alla tradizione di stabilita’ dei prezzi della Bundesbank.  Per il presidente della Bce, infatti,  ”siamo tutti sulla stessa barca e credo non ci sia nulla da guadagnare da litigi e dichiarazioni pubbliche esterne al consiglio direttivo”.

Infine la parola chiave, “ripresa”. Per Draghi ci sarà già dal 2012. Anche se “lenta e molto graduale”. Sempre che tutto non si concluda con una sconfitta e non sia necessario un piano B, quello che non c’è.