Il Messico è la nuova Cina, l’approdo preferito per chi delocalizza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2013 12:34 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2013 12:34

downloadROMA – Il Messico è la nuova Cina, la nuova meta delle multinazionali. Qui, in Messico, i salari sono competitivi e crescono meno che a Pechino, la patria perfetta per chi vuole investire, ma non solo: gli stipendi in Messico oggi sono il 20% più bassi che in Cina. I salari messicani inoltre, ricordano alla Bank of America, come percentuale dell’output sono più bassi che in Indonesia, nelle Filippine, in Thailandia, in Ungheria, in Polonia e in Brasile.

Lo scorso giugno, a San José Iturbide, il gruppo Ferrero ha inaugurato uno stabilimento da 200 milioni di dollari, con una capacità produttiva annuale di 35mila tonnellate. Pochi giorni dopo la multinazionale alimentare Mondeléz ha annunciato di voler realizzare nello Stato del Nuovo Leon la più grande fabbrica al mondo per la produzione di biscotti. Mondeléz è nata l’anno scorso dalla scissione delle attività di Kraft Foods ed è proprietaria di marchi come Ritz e Milka.
La danese Lego ha dato il via all’espansione dei suoi stabilimenti di Monterrey: il nuovo impianto entrerà in funzione nel 2014 e darà lavoro a mille addetti. Ultima in ordine di annuncio la Nestlé, già presente nel Paese, che costruirà a Ocotlán un impianto specializzato nei prodotti per la prima infanzia, con un investimento di circa 700 milioni di dollari. Se a tutto questo si aggiunge l’elenco ormai consolidato delle imprese dell’automotive, che hanno individuato nel Paese uno degli hub più strategici del settore, i presupposti ci sono tutti per considerare il Messico la nuova destinazione emergente della delocalizzazione.

Inoltre, scrive Micaela Cappellini per il Sole 24 Ore, il Messico offre anche altri vantaggi, c’è la vicinanza e il legame commerciale (grazie all’accordo commerciale Nafta) con gli Usa, ovvero l’unico Paese occidentale ad aver assistito a una ripresa dell’economia e dei consumi; ma ci sono anche i 44 accordi di libero scambio stretti con mezzo mondo, Ue inclusa.