Il “metodo Marchionne” esportato? Marcegaglia: “Contratto aziendale anche altrove”

Pubblicato il 20 Gennaio 2011 - 20:33 OLTRE 6 MESI FA

Dopo che alla Fiat di Mirafiori è passata la “linea Marchionne”, Federmeccanica ha chiesto che a livello nazionale sia applicato sempre più spesso il modello del “contratto aziendale” al posto del “contratto nazionale”. Favorevole a questo cambiamento è anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, come ha spiegato Nicoletta Picchio sul Sole 24 Ore.

«Federmeccanica sta reagendo molto velocemente alla sfida del cambiamento, la proposta è un elemento di tempestiva modernizzazione», è stato il commento della Marcegaglia. Una risposta, ha aggiunto la Picchio, a chi ha accusato Confindustria e gli imprenditori metalmeccanici di essere conservatori e poco inclini al cambiamento. “Non è così, ha rimarcato la Marcegaglia. E si potrà andare avanti: la presidente di Confindustria ha ipotizzato, infatti, che la possibilità di applicare o il contratto aziendale o quello nazionale potrebbe essere estesa anche ad altri settori e «potrebbe avere un impatto» nella riforma della contrattazione del 2009”. «È possibile, ci stiamo ragionando, lo faremo anche con i sindacati», ha detto la Marcegaglia.

La Picchio ha poi ricordato in cosa consiste l’accordo del 2009.

Due livelli

L’accordo quadro per la riforma del modello contrattuale siglato a Palazzo Chigi, il 22 gennaio 2009, da Confindustria con Cisl, Uil e Ugl, partiva dall’obiettivo «della crescita fondata sull’aumento della produttività e l’incremento delle retribuzioni». Assetto della contrattazione confermato su due livelli: il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria e la contrattazione di secondo livello. In situazioni di crisi o per favorire lo sviluppo le parti possono accordarsi e derogare su singoli istituti dei contratti nazionali

Durata triennale

Per il contratto collettivo nazionale di categoria prevista una durata triennale, tanto per la parte economica che normativa, con la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale. Durata triennale anche per il secondo livello

Produttività

Obiettivo incrementare e rendere strutturali «tutte le misure volte a incentivare in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello che collega incentivi economici al raggiungimento di obiettivi di produttività»