Michael Kors compra Versace per 1,83 miliardi. Nasce Capri, nuovo polo del lusso con Jimmy Choo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2018 7:10 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2018 1:16
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Michael Kors compra Versace per 1,83 miliardi. Nasce Capri, nuovo polo del lusso con Jimmy Choo

MILANO – La casa madre di Michael Kors e Jimmy Choo compra Versace per 1,83 miliardi di euro. Nasce così un nuovo polo mondiale del lusso che si chiamerà Capri. Un polo da 6 miliardi di dollari di fatturato che punta a raggiungere gli 8.

Nella transazione la famiglia Versace riceverà 150 milioni di euro del prezzo d’acquisto in azioni di Capri. Donatella resterà alla guida creativa e il Ceo Jonathan Akeroyd al vertice della società. L’impegno degli americani è di continuare sulla strada tracciata da Gianni Versace. Era “un vero visionario – ha detto John D.Idol, presidente e Ceo di Kors – continueremo ad onorare la sua eredità”.

La chiusura dell’acquisizione è attesa nel primo trimestre del 2019. Da quel momento il nuovo gruppo si chiamerà Capri, ispirandosi all’isola riconosciuta “come destinazione iconica, di glamour e di lusso”. In meno di anno, cioè da quando a febbraio gli americani hanno staccato un assegno da 1,2 miliardi di dollari per comperarsi le scarpe di Jimmy Choo, è nata una holding che aspira a rivaleggiare con colossi come Lvmh o Kering. Anche se al momento non ha altre acquisizioni in programma.

Versace è stata scelta accuratamente, ha spiegato il Ceo di Kors. Innanzitutto per il suo marchio. La ‘brand awareness’ (che indica quanto un marchio sia riconosciuto dai consumatori) supera l’80% nei mercati di riferimento. Il nome è associato da sempre a celebrities: da Madonna a Lady Gaga, da Elton John a Bradley Cooper, da Naomi Campbell a Gigi Hadid. Ma gli americani hanno scelto Versace anche per la sua influenza sui social media, grazie al suo tesoretto di 13,5 milioni di follower cui si aggiungono i 3,5 milioni che seguono Donatella. Tutto questo, unito alla scarsa presenza su mercati strategici come Giappone o Corea, fa vedere ai manager di Kors brillanti prospettive di sviluppo. L’obbiettivo è portare Versace ai 2 miliardi di dollari di ricavi annuali nel lungo periodo, assestandosi a 1,2 miliardi già nel 2022. Per raggiungerlo i negozi passeranno da 200 a 300, si spingeranno e-commerce e canale omni-channel, e accessori e calzature dovranno crescere al 60% dei ricavi dall’attuale 35%. “Santo, Allegra e io siamo consapevoli che questo prossimo passo consentirà a Versace di raggiungere il suo pieno potenziale” ha sottolineato Donatella.

A giovarne però sarà tutto il Gruppo Capri-Kors, grazie alle sinergie e ad una diversificazione del portafoglio geografico, che bilancerà l’eccessiva esposizione della holding sul mercato americano (portandolo dal 66% al 57% dei ricavi) a favore dell’Europa (dal 23% al 24%) e soprattutto dell’Asia (dall’11% al 19%). Certo, ci sono anche i dubbi che nascono dall’operazione. L’acquisto di Versace dà spunto alla Cisl per un richiamo al Governo sulla politica industriale. S&P ha rivisto l’outlook di Michael Kors al ribasso da ‘positivo a ‘stabile’ (pur confermando il rating ‘BBB-‘) dopo una operazione finanziata per lo più a debito (tra gli advisor di Kors JPMorgan Chase Bank e Barclays). Wall Street, dove alla vigilia il titolo era arrivato a perdere oltre il 9%, oggi ha accolto la formalizzazione dell’operazione con un timido rialzo (+1,5% a mercato ancora aperto).