I mercati finanziari europei affrontano l’inizio della settimana in forte tensione, sotto il peso della corsa di petrolio e gas, dell’inflazione e dell’incertezza sugli investimenti nell’intelligenza artificiale. A pesare è anche il rialzo dei rendimenti obbligazionari globali, con i Treasury americani a 10 anni arrivati al 5%, per la prima volta dal 2023.
Il Brent sale del 3,6% a 108,45 dollari al barile, mentre il Wti guadagna il 3,5% a 103,53 dollari. Ad Amsterdam il gas cresce del 5,1%, a 83,58 euro al megawattora. I rincari dell’energia alimentano i timori di una nuova fiammata dell’inflazione e di possibili rialzi dei tassi.
Le Borse europee proseguono così in calo: Milano perde l’1,5%, Madrid l’1,1%, Parigi lo 0,7% e Francoforte lo 0,5%. Londra si muove invece in controtendenza, con un rialzo dello 0,6%. Lo Stoxx 600 cede lo 0,3%, mentre i future di Wall Street indicano un avvio negativo.
Sale ancora il rendimento dei titoli di Stato
La pressione si riflette sui titoli di Stato. Il rendimento del Btp decennale sale al 4,41%, con lo spread rispetto al Bund a 88 punti. Il decennale tedesco rende il 3,52%. Particolarmente osservata la Francia, dove il rendimento del decennale ha superato brevemente il 4,5%, ai massimi dal 2008.
Dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce poi, mercoledì sarà la volta della Federal Reserve.