Reddito di cittadinanza da maggio: come ottenerlo e come perderlo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 gennaio 2019 11:10 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2019 13:18
Reddito di cittadinanza da aprile: come ottenerlo e come perderlo

Reddito di cittadinanza da aprile: come ottenerlo e come perderlo

ROMA – “A febbraio sarà pronto il sito internet che informa i cittadini di quale documentazione sia necessaria, a marzo il sito è pronto per ricevere le domande, quindi aprile è il mese in cui eroghiamo il reddito di cittadinanza su queste card elettroniche, delle normalissime postepay”: è lo stesso ministro del Lavoro Luigi Di Maio ad annunciare la tempistica con cui verrà erogato il sussidio (massimo 18 mesi) destinato a una platea potenziale di 1,32 milioni nuclei familiari, di cui 164 mila stranieri (che risiedono in Italia da almeno dieci anni).

Dovendo i centri per l’impiego essere operativi entro aprile per accogliere i beneficiari per fargli sottoscrivere il patto per il lavoro o per la formazione e dovendo poi Poste e Inps processare le domande, è verosimile che il primo assegno non potrà essere inviato prima di maggio. 

Come ottenerlo, i requisiti. Detto che bisogna essere cittadini italiani o, se stranieri, residenti da almeno 10 anni di cui gli ultimi due continuativi, vediamo in dettaglio i requisiti economici del candidato al sussidio. Bisogna avere un Isee (indicatore della situazione economica) inferiore a 9.360 euro annui. Oltre all’Isee – segnala il Corriere della Sera – conta il patrimonio immobiliare, che non deve essere superiore a 30mila euro (esclusa la prima casa, una eventuale seconda casa esclude il beneficio), e quello mobiliare, non oltre i 6mila, accresciuto di 2 mila per ogni componente della famiglia fino ad un massimo di 10mila, che diventano fino a 20 mila se in famiglia ci sono disabili. 

E’ escluso chi negli ultimi due anni ha acquistato un’automobile oltre 1.600 cc di cilindrata, una barca o una moto (sopra i 250 cc). Escluso chi è in carcere, i ricoverati in lunga degenza o altre strutture assistenziali a carico dello Stato, chi ha in famiglia un membro che si è dimesso dal lavoro nei dodici mesi precedenti alla domanda.

Quanto. L’importo massimo del sussidio in quanto tale per un single è di 500 euro, cui vanno aggiunti 280 euro se si è titolari di un contratto di affitto o 150 se si vive in una casa di cui si sta pagando un mutuo. Si può arrivare a un tetto massimo di 1.330 euro mensili per un nucleo con genitori e tre figli. Una somma integrativa sarà riconosciuta alle famiglie che hanno al loro interno una persona diversamente abile. I coniugi separati o divorziati che continuino ad abitare sotto lo stesso tetto vedranno i loro redditi sommati. 

Come perderlo, i divieti. Intanto bisogna elencare le cosiddette norme anti-divano, le condizioni cioè cui viene subordinata l’erogazione del sussidio. Chi è sorpreso a lavorare in nero o se rifiuta l’offerta di un posto di lavoro fuori dai limiti mimposti dalla legge perde il diritto al sussidio. Entro i primi 12 mesi – segnala La Repubblica – la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 chilometri o 100 minuti di viaggio. Se viene, rifiutata la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 chilometri. E se anche questa viene rifiutata, la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Dopo il primo anno, anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 chilometri, mentre la terza potrà arrivare da tutto il territorio nazionale. Dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale. 

Nel caso in cui un beneficiario del reddito di cittadinanza non spendesse tutti e 780 euro mensili a disposizione, la parte non spesa “non la eroghiamo sul mese dopo, cioè viene scalata nel mese successivo” (Di Maio).