Sprechi PA: telefonia, paghi 3 prendi 1. Il miliardo perso da Polizia, Equitalia…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Agosto 2014 9:36 | Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2014 9:36
Sprechi PA: telefonia, paghi 3 prendi 1. Il miliardo perso da Polizia, Equitalia...

Sprechi PA: telefonia, paghi 3 prendi 1. Il miliardo perso da Polizia, Equitalia…

ROMA – Sprechi PA: telefonia, paghi 3 prendi 1. Il miliardo perso da Polizia, Equitalia…. A proposito di tagli e sacrifici imposti dalla spending review, è un caso emblematico il modo con cui la Pubblica Amministrazione accede ai servizi di telefonia (fissa, mobile, rete): le varie articolazioni dello Stato pagano sempre di più del normale (spesso quasi il doppio al netto di veri e propri sciali), lo fa con procedure poco trasparenti e in totale autonomia, laddove, concentrando le spese in grandi centrali d’appalto potrebbero invece spuntare contratti all’ingrosso molto più vantaggiosi. Intanto, lo spreco stimato ammonta a un miliardo di euro, pari a quanto si potrebbe risparmiare tramite l’eventuale e discusso intervento sulle pensioni da 3500 euro.

Il ministero dell’Economia ha notato che nel 2012 (ultimi dati disponibili) il costo al minuto di una chiamata da un ufficio pubblico in media è più basso del 71% quando il contratto telefonico viene concluso da Consip, la grande centrale nazionale degli acquisti controllata dal Tesoro. Un minuto al cellulare mediamente costa invece il 35% in meno e un messaggio di testo addirittura fino al 72% in meno. (Federico Fubini, La Repubblica)

Gli sprechi riguardano un po’ tutti, dai grandi ministeri alle province. Ma desta scandalo il fatto che, per dire, anche amministrazioni legate al Tesoro, che dovrebbe essere più consapevoli e quindi più sensibili alle istanze di riduzione dei costi imposti dalla crisi, spendano senza oculatezza (si citano i contratti di Equitalia, di Istat). Il contratto di fornitura di servizi Telecom stipulato dal Ministero degli Interni quando s’insediò l’ex ministro Anna Maria Cancellieri è il capitolo di spesa forse più imbarazzante: 521 milioni di euro, dopo una trattativa avviata in perfetta solitudine dalla sua amministrazione e sfociata in una convenzione (lo dice l’ufficio anti-Corruzione diretto da Raffaele Cantone) “tramite procedura negoziata senza previa pubblicazione”.

Se gli Interni fanno la parte del leone (e sono oggetto, dice Repubblica, di un’indagine della Corte dei Conti), i servizi di connettività della Difesa costano 19 milioni di euro, quella della provincia di Catania 8,7 milioni, manutenzione  trasmissione dati della Azienda ospedaliera di Napoli 3,2 milioni…

Non mancano poi i casi quasi folcloristici. Besana in Brianza, 15.500 abitanti, nel 2013 riesce a impegnarsi a pagare a Fastweb 451 mila euro per “servizi di comunicazione e connettività in fibra ottica” per gli edifici del comune. Potrebbe passare alla storia come la banda larga più cara della storia, dato che il contratto costa quasi 30 euro per abitante.  (Federico Fubini, La Repubblica)