Taglio Irpef da 10 mld: +0,8% di Pil. Con 90 euro in busta fino a 1300 mensili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 marzo 2014 9:43 | Ultimo aggiornamento: 10 marzo 2014 9:43
Taglio Irpef da 10 mld: +0,8% di Pil. Con 90 euro in busta fino a 1300 mensili

Taglio Irpef da 10 mld: +0,8% di Pil. Con 90 euro in busta fino a 1300 mensili

ROMA – Taglio Irpef: più 90 euro in busta fino a 1300, Pil a +0,8%. L’ipotesi di destinare i 10 miliardi di riduzione del cuneo fiscale tutti al taglio dell’Irpef potrebbe valere una crescita dell’anemico Pil italiano dello 0,8%. Una scossa salutare dell’economia che mira a far ripartire domanda e consumi interni: circa 90 euro in più in busta paga con la ragionevole certezza che verrebbero spesi. Specie se concentrati sui redditi bassi, diciamo fino a 25 mila euro lordi annui (1300 mensili netti): sono i redditi bassi che garantiscono una maggiore propensione a spendere. In media sarebbero 76 gli euro in più in busta paga con il taglio Irpef di Renzi, cui si devono aggiungere i circa 15 del taglio Irpef di Letta (la cosiddetta birra e pizza).

Il pericolo immediato da affrontare è infatti la stagnazione dei consumi: nessuno spende, chi può non intacca nemmeno i risparmi. Con i 10 miliardi subito e tutti al taglio Irpef, si calcola che 9 di questi rientrerebbero immediatamente nel ciclo dei consumi, portando il Pil, appunto, a una crescita dello 0,8% già nel 2014. I contribuenti beneficiati sarebbero circa 11 milioni, con uno stipendio annuo netto di 20 mila euro, e un risparmio annuo di circa 900 euro.. Con effetti benefici conseguenti su deficit e debito rispetto alle magre previsioni di una crescita del denominatore della crescita, il Pil, attese allo 0,6%, con una Eurozona che procede a velocità doppia.

Sono considerazioni, quelle sugli effetti sul Pil, che inducono a preferire il taglio integrale Irpef a uno corrispettivo dell’Irap: gli esperti calcolano che 10 miliardi di taglio del costo del lavoro alle imprese vale un aumento del Pil dimezzato rispetto al taglio Irpef: uno 0,4% in più che sconta la possibilità che le imprese non utilizzino tutti i risparmi per nuovi investimenti, ma ci paghino i debiti, facciano scorte in vista di tempi difficili, si tengano i maggiori utili. Al momento, in luogo dell’alternativa secca Irpef-Irap, il Governo Renzi potrebbe studiare una soluzione 70/30%, cioè 7 miliardi di taglio Irpef e 3 miliardi di taglio Irap (è una previsione del Sole 24 Ore di domenica scorsa, in attesa che mercoledì il presidente del Consiglio risolva l’arcano).

5 x 1000