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Tasse ai ricchi: se la Francia “odia” Depardieu, in Belgio è amour fou…fiscale

Pubblicato il 31 Dicembre 2012 15:04 | Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre 2012 15:18
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Tasse ai ricchi: se la Francia “odia” Depardieu, in Belgio è amour fou…fiscale

NECHIN, BELGIO – Se la Francia “odia” i ricchi alla Depardieu, un villaggio belga di campi di patate perennemente fradici di pioggia, ne irride la grandeur e  l’invidia classista, secondo un paesano vera malattia nazionale francese. Nechin, il paesotto piazzato proprio al confine con la Francia, ha accolto a braccia aperte la star del cinema francese: non potrà offrire granché al grande mangiatore e bevitore, icona rubizza della voglia di vivere ed esagerare, se non un rifugio fiscale che lo salvi da quell’85% di aliquota per cui ha rinunciato alla residenza di origine.

La vicenda è arci-nota: ma è curioso vedere l’effetto che fa negli Usa alle prese con un disastro quasi annunciato del fiscal cliff che riguarda sempre la giusta tassazione dei ricchi. Un corrispondente del New York Times ha fatto visita al villaggio di Nechin: ne ha ricavato un gustoso quadretto europeo e un’analisi per nulla scontata che svela l’arretratezza concettuale di una Europa che ha abolito frontiere e dogane, permette la libera circolazione di uomini e merci ma nulla ha fatto per armonizzare il livello di tassazione dei paesi membri.

Così, nello spazio di pochi metri (alcuni giardini a Nechin poggiano in suolo francese) accade che, soprattutto due benestanti, diciamo dal milione in su, si trovino a pagare due aliquote nemmeno paragonabili fra loro. Odio contro amore? Beh, non è detto che nella querelle fiscale non c’entrino, se non proprio i sentimenti, il loro surrogato più a buon mercato: avversione politica e deferenza verso la celebrità (l’ultima star capitata a Nechin fu una casuale visita del Re Sole, ricorda il NYT).

I belgi si tengono il neo acquisto Depardieu, per la gioia del borgomastro di Nechin Mr. Senesael. Il ministro degli Esteri belga Reynders è pragmatico: “Tassare i ricchi al 75% non ha molto supporto democratico fuori dalla Francia” (e anche in Francia, c’è comunque la Consulta che dice che l’imposta viola il principio di eguaglianza). Se non è passione, è almeno amore interessato (del resto il più duraturo).

A proposito di odio, o come lo vogliamo chiamare, non è lo stesso socialista Hollande ad aver ammesso pubblicamente che i ricchi non gli piacciono? Quando, prima di Depardieu, il miliardario del lusso Arnault ha annunciato di dimettersi da francese per prendere la nazionalità belga, il quotidiano Liberation sparò in prima pagina: “Togliti dai piedi, ricco coglione”. Va bene, era un gioco di parole, riecheggiava il “togliti dai piedi povero coglione” con cui Sarkozy, l’amico dei ricchi, le president blin-bling (come le rozze star del rap cariche d’oro che fa bling bling) apostrofò un coltivatore diretto alla fiera dell’Agricoltura. Ma, insomma, la dura scienza dei numeri, il freddo calcolo delle aliquote è diventata una questione di cuore. E a rimetterci è un’Europa più spaventata che unita.