Telecom terremota Intesa. Cucchiani in uscita, Passera alla finestra

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2013 11:46 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2013 11:46
Telecom terremota Intesa. Cucchiani in uscita, Passera alla finestra

Telecom terremota Intesa. Enrico Cucchiani (nella foto) in uscita, Passera alla finestra

MILANO – Telecom terremota Intesa. Cucchiani in uscita, Passera alla finestra. Alla fine rumors e indiscrezioni, con l’accelerazione nella scalata spagnola a Telecom, lasciano il posto a quasi certezze sui media: scontro al vertice di Intesa Sanpaolo, la posizione del ceo Enrico Cucchiani è fortemente in bilico, le tensioni col consiglio presieduto da Gi ovanni Bazoli sono giunte al punto di rottura. I quotidiani (da Dagospia al Financial Times) prospettano scenari eventuali, il nome del dg vicario Carlo Messina è il più accreditato per la successione, mentre il Sole 24 Ore non esclude un ritorno al passato con il predecessore Corrado Passera.

Dell’ex ministro il Financial Times ha citato l’altro ieri un giudizio (“the worst decision”) molto duro sugli investitori di Telecom (Intesa in testa), un tweet per condannarne il disimpegno.

E’ in atto uno scontro culturale, si convince il Financial Times, che ha registrato la confessione di tre persone vicine ai vertici: si rimpiange, nel Consiglio (presieduto da l'”octogenarian chairman Giovanni Bazoli“) , una vocazione di sistema, la banca amica dell’impresa italiana cui si offre come scudo dall’aggressività straniera. Ma dopo dieci anni di stagnazione e un paio di recessione vera, i bilanci sono quello che sono ed ecco che, come dimostrano platealmente Telecom e Alitalia, i buy-outs proliferano, il business italiano passa a mani più sicure, straniere.

Cucchiani, che secondo i detrattori in banca non saprebbe granché di retail banking, dopo due anni e una riconferma di aprile è sotto tiro per i dossier Telecom, Alitalia, Zalesky, Rcs…Martedì prossimo si riuniscono Consiglio di Sorveglianza e di Gestione, si scommette sul redde rationem (fra l’altro i due consiglieri Bazoli e Gros Pietro sono appena stati ricevuti in Banca d’Italia, ufficialmente per discutere di unione bancaria)

In discussione c’è la permanenza di Enrico Cucchiani nel ruolo di consigliere delegato: da diverse settimane i rapporti tra il manager e il presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giovanni Bazoli – complice il redde rationem di alcune partite di sistema importanti per la banca, da Rcs a Telco-Telecom – si erano fatti particolarmente tesi, ma a quanto si apprende le divergenze negli ultimi giorni sono diventate sempre più profonde. In banca c’è anche chi fa notare lo scarso feeling di Cucchiani con la struttura e con i territori, così come una semestrale inferiore alle attese (soprattutto per quel che riguarda l’attività bancaria in senso stretto), tutti elementi che avrebbero spinto Bazoli a pensare alla soluzione estrema, e a sondare l’umore dei soci circa l’uscita anticipata di un manager arruolato meno di due anni fa, quando Corrado Passera assunse l’incarico di ministro del Governo Monti. (Marco Ferrando, Il Sole 24 Ore)