L'ex presidente dell'Inps Tito Boeri (Foto Ansa)
“L’Italia è particolarmente vulnerabile. Per la sua dipendenza energetica e per il fatto che non siamo usciti dalla procedura di disavanzo eccessivo. Abbiamo bisogno di maggiore attenzione ai problemi economici del Paese”. Lo dice, in un’intervista a La Stampa, l’economista ed ex presidente dell’Inps, Tito Boeri. “Niente più distrazioni per favore” aggiunge.
“Anche da un punto di vista della tenuta sociale – prosegue Boeri -, che è un rischio da non sottovalutare. Gli accordi stipulati dopo la guerra in Ucraina prevedevano l’utilizzo del gas liquido prodotto in Qatar, i cui impianti sono stati in gran parte danneggiati. Dobbiamo capire cosa succederà con questo conflitto, quanto durerà. Sembra che l’amministrazione Trump stia cercando una via d’uscita, ma la guerra ha già creato danni destinati a durare nel tempo. Anche se il conflitto dovesse chiudersi in due settimane, avremo degli strascichi strutturali perché sono state distrutte importanti infrastrutture energetiche e l’Iran ha avuto una dimostrazione tangibile di quanto possa condizionare l’economia mondiale restringendo il passaggio delle navi nello stretto di Hormuz. Una volta di più Trump è riuscito nell’intento di rafforzare i suoi avversari”.
Di fronte a questa pressione, che spazio fiscale ha l’Italia? “È molto limitato – afferma ancora -, quasi nullo. Misure come quelle sulle accise sono poco efficaci nel contenere i costi dei carburanti. A mio giudizio bisogna pensare a provvedimenti mirati, a bonus accreditati direttamente sui conti correnti e indirizzati a famiglie con Isee al di sotto di soglie prestabilite, per sostenere le famiglie meno abbienti e particolarmente colpite dalla crisi energetica”. La tenuta sociale dell’Italia è oggi più a rischio in caso di recessione prolungata. Perché questo governo ha smantellato l’unico strumento di contrasto alla povertà destinato alle persone in età lavorativa, quelle che perdono il lavoro durante le recessioni. Vale a dire il reddito di cittadinanza. E ha sulla carta permesso l’arrivo di un milione di immigrati senza pensare minimamente a come integrarli nella nostra società, nel nostro sistema di regole e di convivenza civile” conclude Boeri.
