Tremonti contro l’Istat: “Sulla povertà dati discutibili”

Pubblicato il 24 Maggio 2011 13:14 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2011 13:48

ROMA – L’Istat lo ha messo nero su bianco: un italiano su quattro è a rischio povertà. Ma il ministro dell’Economia nega e spiega di  considerare “discutibile questa rappresentazione”.

Parlando durante la presentazione di del Rapporto della Corte dei Conti, nonostante i dati dei magistrati siano tutt’altro che incoraggianti, Tremonti trova il modo di scherzare. E sulla povertà interroga direttamente la platea: ”Alzino la mano quanti di voi sono poveri”. Il ministro non nega che ci siano situazioni di difficolta’ nel Paese, ma complessivamente ”la ricchezza in Italia non è scesa in questo decennio, ma anzi e’ salita. Questo risulta dalle statistiche ufficiali”.

Quindi Tremonti è passato ad analizzare il rapporto sulla finanza pubblica della Corte dei conti: ”Forse la crescita non è sufficiente, ma senza la tenuta di bilancio non ci sarebbe stata neanche questa insufficiente crescita”. ”Primum vivere deinde crescere” ha aggiunto Tremonti rivendicando l’azione svolta dal governo per la tenuta del sistema durante la crisi. Il ministro spiega pero’ che ora e’ il momento delle riforme per il quale tuttavia non esiste ”una formula istantanea e salvifica”. Alla base dell’azione di governo c’e’ piuttosto la formula ereditata da Cavour che e’ quella di ”camminare sulla via del progresso con energica moderazione evitando gli eccessi degli agitati e le secche dei retrogradi”. Il ministro ricorda in tal senso tutte le misure contenute nel decreto sviluppo varato di recente e afferma: ”Il ciclo delle riforme e’ appena iniziato e deve continuare. Tutto e’ aperto a formule costruttive ma considerando il giusto mezzo e l’energica moderazione”. Oltretutto ”non si puo’ immaginare che tutto avvenga in un attimo”.

Stoccata a Montezemolo. Si sta diffondendo un calco linguistico che vuole che noi che siamo gli azionisti del Paese abbiamo diritto a decidere. Non credo che forme di questo tipo che portano all’avventurismo siano quelle giuste. La dimensione dell’azionista va limitata all’economia”. Cosi’ risponde il ministro dell’Economia Giulio Tremonti alle recenti affermazioni di Luca Cordero di Montezemolo durante il suo intervento nel corso della presentazione del rapporto della Corte dei Conti sulla finanza. ”Esistono i cittadini, non dobbiamo ridurre tutto alla formula degli azionisti. Ai valori mobiliari – conclude Tremonti – preferisco quelli civili”.