Trichet (Bce): il piano della Grecia va bene ma bisogna attuarlo

Pubblicato il 4 Febbraio 2010 15:58 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2010 15:58

Jean-Claude Trichet

Sulla Grecia «la posizione della banca centrale europea è questa: il consiglio direttivo approva gli obiettivi di medio termine fissati dal governo greco per portare il deficit sotto il 3% del Pil nel 2012». Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, aggiungendo che le misure annunciate «sono un passo nella giusta direzione»: ora occorre che «gli obiettivi vengano raggiunti», e ciò vale anche per quelli di riduzione del deficit fissati per il 2010.

È «cruciale», ha detto Trichet, che venga raggiunto l’obiettivo di deficit per il 2010 e la discesa sotto il 3% per il 2012. Le misure prese dal governo rappresentano «un passo nella giusta direzione».

Rispondendo ai giornalisti sul balzo dei rendimenti dei titoli di Stato di Grecia, Spagna e Portogallo per nuovi timori sulla tenuta dei rispettivi conti pubblici, Trichet ha sottolineato che la situazione di Eurolandia va vista anche alla luce di quello che accade in altri paesi industrializzati. I mercati «non necessariamente sono bene informati sul tipo di solidità di Eurolandia e sul concetto di Eurolandia», ha detto.

«Ciò non vuol dire – ha aggiunto – essere indulgenti verso se stessi». Molti Stati membri di Eurolandia, sottolinea Trichet, «devono far fronte ad un aumento dei debiti e dei deficit importante visto che crescono rapidamente. E questi alti livelli pesano sulla politica monetaria dell’area dell’euro e rischiano di sminuire il Patto di stabilità che è una pietra miliare della Ue. È di un’importanza capitale che ogni Stato membro definisca una strategia di risanamento dei conti pubblici» da iniziare «entro il 2011 e che superi l’aggiustamento annuale dello 0,5% del pil. La priorità deve essere posta su un taglio della spesa pubblica».

Da sempre la Bce «è stata inflessibile nella difesa del Patto di stabilità. Anche nel 2004-2005, quando alcuni paesi chiedevano di attenuare significativamente i vincoli, ci siamo opposti rispondendo che l’Unione Economica e Monetaria è basata su questo pilastro».