Ue, rinvio nuovo metodo calcolo deficit. Favorevole a Spagna, non a Italia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 23:04 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 23:05
Ue, rinvio nuovo metodo calcolo deficit. Favorevole a Spagna, non a Italia

Ue, rinvio nuovo metodo calcolo deficit. Favorevole a Spagna, non a Italia

BRUXELLES – Il comitato di politica economica del Consiglio Ue ha deciso di rinviare l’attuazione del nuovo metodo per il calcolo del deficit strutturale. La misura, chiesta dalla Spagna, ha il potenziale di ridurre l’impatto delle misure di austerità soprattutto per Madrid. Ma i rappresentanti dei 28 hanno deciso il rinvio fino a quando non si saprà l’impatto preciso su tutti gli stati membri della Ue. Lo riporta l’Ansa che cita fonti europee.

La revisione del metodo di calcolo, anticipata la scorsa settimana dal Wall Street journal, era stata confermata venerdì scorso dalla Commissione europea. Si trattava di un aspetto prettamente tecnico, ma dal possibile alto impatto soprattutto per la Spagna e, anche se più marginalmente, sugli altri paesi sotto programma.

La Commissione ora continuerà a lavorare con gli esperti nazionali a livello tecnico per valutare il reale impatto. La revisione richiederà “qualche mese”, secondo le stesse fonti.

L’attuale metodologia ha quasi 10 anni e la necessità di affinarla deriva dal fatto che la vigilanza sui bilanci viene sì esercitata sul deficit nominale per quanto riguarda le procedure (il fatidico 3%) ma si tiene in considerazione il livello del deficit strutturale (al netto degli effetti del ciclo e delle misure una tantum) e il suo andamento nel tempo.

E’ stata la Spagna a sollevare il problema, ritenendo che la metodologia seguita dalla Ue aumenti in misura irrealistica e ingiustificata la dimensione del deficit strutturale, date le condizioni del mercato del lavoro spagnolo e l’alto livello di disoccupazione. Oltre alla Spagna, anche paesi come Irlanda, Grecia e Portogallo otterrebbero una riduzione della dimensione del deficit strutturale. Mentre l’Italia, sempre secondo le stesse fonti, “avrebbe un impatto marginale se non pari a zero”.