Usa, mercato del lavoro mai così bene dal 1999: +3 milioni di posti nel 2014

Usa, mercato del lavoro mai così bene dal 1999: +3 milioni di posti nel 2014
Barack Obama (Foto Lapresse)

NEW YORK – Il mercato del lavoro americano riparte a pieno ritmo e chiude il 2014 con 2,95 milioni di posti di lavoro creati, il livello più alto dal 1999. I salari però non tengono il passo, facendo temere per i consumi americani nonostante il calo dei prezzi del petrolio che si tradurrà, secondo le stime, in mille dollari in più a persona nel 2015. La palla torna alla Federal Reserve: il crollo del tasso di disoccupazione al 5,6% alimenta le voci di un aumento dei tassi prima del previsto, ovvero prima di aprile, ma i salari al palo non sembrano in grado di sostenere quella ripresa forte a cui la banca centrale auspica.

La fotografia scattata dal Dipartimento del Lavoro è accolta con freddezza dalla Wall Street. Il presidente americano, Barack Obama, festeggia la ripresa del mercato del lavoro, che va ad aggiungersi all’indicazione positiva del Pil, salito del 5% nel quarto trimestre. Allo stesso tempo, però, mette in guardia sulla necessità di non mollare la presa: ”Lavorerò con il Congresso per investire nelle infrastrutture americane, ampliare i mercato per beni e servizi oltreoceano, riformare il sistema dell’immigrazione e aumentare il salario minimo”.

Il tasso di disoccupazione sotto la presidenza Obama ha raggiunto il picco del 10% nell’ottobre del 2009. A marzo dello stesso anno c’è stata la maggiore emorragia occupazionale, con la perdita di 826mila posti di lavoro.

L’economia americana ha creato in dicembre 252mila posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione sceso al 5,6%, ai minimi da giugno 2008. La notizia arriva proprio mentre la Coca-Cola annuncia un taglio di 1.600-1.800 posti di lavoro nell’ambito di un piano di taglio costi da 3 miliardi di dollari. Una decisione legata al calo delle vendite con le nuove abitudini alimentari ‘salutiste’ dei consumatori, che hanno pesato sull’utile netto sceso del 14% nel trimestre che si è chiuso 30 settembre a 2,1 miliardi di dollari. I salari all’ora in dicembre sono calati dello 0,2%, registrando per l’intero anno un aumento dell’1,7%, leggermente al di sopra del tasso di inflazione.

 

 

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