Gli Stati Uniti vicini all’indipendenza energetica, repubblican

Pubblicato il 23 Marzo 2012 18:42 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2012 11:10

Installazioni per ricerca petrolio

WASHINGTON, STATI UNITI –  Gli Stati Uniti sono piu’ vicini al traguardo dell’indipendenza energetica dall’estero, un obiettivo inseguito da tutti i presidenti fin dai tempi di Richard Nixon. Nel 2011 gli Usa – riferisce il New York Times – hanno importato solo il 45% dei combustibili liquidi che hanno usato, in netto calo rispetto al 60% del 2005.

L’inversione di tendenza e’ dovuta una varietà di fattori, quali l’aumento della produzione nazionale e il calo dei consumi, e rappresenta un’importante vittoria per il presidente Barack Obama, impegnato in un tour elettorale per promuovere la propria politica energetica.

Un tour che lo ha portato a Cushing, Oklahoma, citta’ famosa per essere un importante hub per il trading di petrolio e che determina il prezzo del Wti, il petrolio del New York Mercantile Exchange.

Obama ha scelto Cushing per rilanciare un progetto importante, l’oleodotto Keystone Xl, al quale la sua amministrazione aveva inizialmente detto no per mancanza di tempo necessario a valutarlo. ”TransCanada ha chiesto i permessi per un nuovo oleodotto fra Cushing e il Golfo del Messico. Chiedo all’amministrazione che questo progetto diventi la priorita”’ ha affermato Obama.

Il progetto iniziale prevedeva un collegamento dal Canada al Golfo del Messico e l’amminsitrazione lo aveva bocciato non nel ‘merito’ ma perche’, a suo avviso, non c’era il tempo necessario per valutarlo in quanto i repubblicani avevano imposto una scadenza temporale troppo stretta. Obama ha chiesto ora alle agenzie federali di accelerare il rialscio dei permessi per il tratto piu’ a sud dell’oleodotto, quello fra l’Oklahoma e il Golfo del Messico.

”Per la parte nord dobbiamo rivedere accuratamente il progetto per assicurare la tutela della sicurezza e della salute degli americani” nelle aree di costruzione, ha detto il presidente. Lo sblocco del progetto non accontenta i repubblicani, che nelle scorse settimane hanno criticato aspramente l’amministrazione per la bocciatura.

Il portavoce della Camera, John Boehner, definisce l’annuncio di Obama una ”routine. Solo un’amministrazione disperata spingerebbe un presidente in questo senso: e’ come un governatore che organizza una conferenza stampa per il rinnovo della mia patente, un annuncio che non avrebbe alcun effetto ne’ sull’energia americana ne’ sul mercato del lavoro”.