Pavia, marchiate con adesivi le case di decine di antifascisti FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 marzo 2018 14:59 | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2018 15:36

PAVIA – Adesivo con la dicitura “qui ci abita un antifascista” attorno al logo barrato della rete antifascista appeso sulla porta di casa di alcuni militanti di sinistra a Pavia. La foto condivisa sui social da uno di loro è stata ripresa dalla Provincia Pavese ed ha provocato indignazione.

I denuncianti affermano di aver trovato il “marchio” incollato alla porta di casa o al cancello della propria abitazione nella notte tra venerdì e sabato. Sono in tutto tre le persone che si sono svegliate con la porta marchiata. Come scrive il quotidiano locale, si tratta di persone implicate in processi per alcuni fatti accaduti a novembre scorso e di persone attive su pagine Facebook impegnate nel contrastare razzismo e ostentazioni fasciste.

Dopo la pubblicazione delle foto è partito un tam-tam virtuale per accertare quanti abbiano ricevuto una simile attenzione.  “Sciogliere subito CasaPound e Forza Nuova”, scrive Alessandro Caiani, dopo aver diffuso la foto che lo riguarda.

Sulla vicenda delle abitazioni di decine di antifascisti “marchiate” con adesivi durante la notte, tra cui quelle dell’assessore alla cultura Giacomo Galazzo, esponente di LeU, di alcuni attivisti dell’Anpi locale e delle Rete Antifascista, sono in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine di Pavia. Secondo una prima ipotesi, la ‘costruzione’ degli adesivi e i caratteri utilizzati per la scritta – “Qui ci abita un antifascista”, con il simbolo della stessa rete antifascista barrato come se si trattasse di un divieto – portano a ritenere che si tratti di un azione organizzata da estremisti di destra. Quanto accaduto è subito rimbalzato sui social.

“Questa mattina mi son svegliato e ho trovato questa gradita sorpresa accanto al citofono – ha commentato su Facebook uno degli antifascisti che si sono visti attaccare l’adesivo sulla porta di casa -. Negli anni ’30 fascisti e nazisti marchiavano i negozi degli ebrei. Negli anni 2000 i neofascisti marchiano le case dei cittadini che si sono espressi pubblicamente contro il fascismo. “Evidentemente le cattive abitudini non passano – prosegue il post su Fb – Anche perché sono gli stessi di allora, solo se la prendono con soggetti diversi. Questo adesivo me lo sono meritato perché mi sono espresso pubblicamente, anche su questo gruppo, contro il fascismo. E continuerò a farlo più forte di prima, perché è il dovere di ogni cittadino democratico”.

 

Pavia, adesivi su porta di casa: "Qui ci abita un antifascista"

Pavia, adesivi su porta di casa: “Qui ci abita un antifascista”

 

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