Produttori di Parmigiano e Grana, una mostra contro i falsi “Parmesan” FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2015 15:02 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2015 15:04

BOLOGNA –  Parmigiano Reggiano e Grana Padano (veri) uniti contro i falsi: è la guerra del Parmesan. Una guerra che si combatte in modo ironico: con una mostra dei finti parmigiani prodotti nel mondo.

L’hanno organizzata i produttori del (vero) parmigiano e del (vero) grana. Si troveranno giovedì 5 marzo a Bologna, in piazza XX Settembre, per denunciare il business mondiale che ruota attorno al parmesan.

Spiga Beppe Persichella sul Corriere della Sera:

“Ma non è tutto. Per scovare le tante differenze tra l’originale e il prodotto contraffatto non sarà sufficiente una mostra. Perché ciò che rende il Parmigiano Reggiano il più famoso formaggio made in Italy, a dispetto di quelli finti che fanno impazzire americani (pur avendo un sapore lontano anni luce da quello realizzato tra l’Emilia Romagna e la Lombardia) è il lavoro che c’è dietro. A questo serviranno i produttori caseari invitati giovedì in piazza da Coldiretti. Prepareranno le forme secondo gli antichi rituali, con un caldaio di rame che sarà adagiato su un fuoco di legna.

(…) «I nemici del Parmigiano» secondo Coldiretti hanno un nome. Si chiamano, ad esempio, «Parmesao», come quello venduto in Brasile, «Reggianito» è quello che si trova invece nei negozi argentini, mentre il «Grated Parmesan» e il «Grande Parmesan», vanno per la maggiore negli Stati Uniti. Il Parmigiano Reggiano è d’altronde il formaggio italiano più imitato nel mondo. La sua denominazione è protetta in tutta l’Unione Europea, all’estero non è però tutelata allo stesso modo. I danni sono tutti per i produttori che subiscono, in termini economici, gravi perdite per la contraffazione e l’abuso del nome. Il termine «Parmesan» viene infatti usato fuori dall’Europa per indicare una tipologia di formaggio a pasta dura da grattugia, simile a formaggi come il Cheddar e l’Emmental. Per questo motivo, si lamenta il consorzio, il nome indica solo una tipologia di prodotto, non la sua origine”.