Roma, sgomberato a Trastevere il Cinema America Occupato: le foto

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 3 settembre 2014 16:23 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2014 20:21

ROMA – E’ stato sgomberato la mattina del 3 settembre a Roma il Cinema America Occupato. All’arrivo delle forze dell’ ordine nello stabile di via Natale del Grande, nel quartiere centrale di Trastevere, all’interno c’erano poche persone e lo sgombero si è svolto senza incidenti.

L’ex cinema America, come il Teatro Valle, era luogo di un’occupazione storica nella Capitale. Cominciata nel 2012, l’occupazione era nata per impedire che il cinema, aperto nello storico rione di Trastevere negli anni Cinquanta, venisse abbattuto per diventare una palazzina con garage sottostanti.

Recentemente, al ministro dei Beni Culturali era stato richiesto il vincolo di interesse storico-artistico, e il ministro Dario Franceschini era andato a fare visita agli occupanti. Lo sgombero arriva prima dei 90 giorni necessari per far partire il vincolo ed è stato chiesto dalla proprietà probabilmente contraria alla possibilità che il luogo fosse obbligato a rimanere un sito di interesse culturale. Gli occupanti erano pronti a ripartire con la programmazione e stavano sistemando lo spazio dopo la sosta estiva: al termine dei 90 giorni, avrebbero lasciato l’America senza alcuna pretesa di partecipare alla gestione futura.

In qesti anni, i ragazzi hanno ricevuto la solidarietà anche da molti attori e registi tra cui Carlo Verdone, Paolo Sorrentino e Toni Servillo. Trasformato in un cinema d’essai (quando era aperto ufficialmente, faceva parte delle sale gestite da Cecchi Gori), l’America era molto frequentato e ben voluto dal quartiere: oltre ai film, il cinema aveva una biblioteca ed era diventato un luogo in cui vedere le partite di calcio della Roma.

Lo sgombero arriva qualche mese dopo quello del Teatro Valle. In quel caso, gli occupanti avevano lasciato lo storico teatro della Capitale dopo aver raggiunto un accordo con il comune di Roma. In questo caso invece, c’è chi ora invoca l’intervento del sindaco Marino e c’è chi grida al “tradimento” da parte del ministro Franceschini.