Sheryl Sandberg, numero 2 di Fb dopo morte marito: “Voglio scegliere la vita”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Giugno 2015 11:06 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2015 11:06

LOS ANGELES – Sheryl Sandberg ha deciso di scegliere la vita. La numero 2 di Facebook ha perso il marito David Goldberg per una fatale caduta da un tapis roulant in Messico. La Sandberg ha scelto Facebook per celebrare il suo ritorno alla vita, una foto con il marito Dave abbracciati e sorridenti e un messaggio preciso: “Voglio restituire una parte di quello che gli altri mi hanno dato. L’esperienza del lutto è molto personale, il coraggio di coloro che hanno condiviso le loro esperienze mi ha aiutato”.

Il lungo messaggio su Facebook ha ricevuto centinaia di migliaia di “mi piace” e condivisioni, a partire da Mark Zuckerberg e dai colleghi di Sheryl, che ha scritto:

“Oggi per me è finito il periodo di sheloshim per il mio amato marito. I primi 30 giorni senza di lui. Nell’ebraismo questo periodo di intenso lutto è noto come shiva e dura 7 giorni dopo la sepoltura della persona amata. Dopo lo shiva, la maggior parte delle normali attività possono essere riprese, ma è alla fine della sheloshim che il lutto per la sposa termina.

Un mio amico di infanzia che recentemente è diventato rabbino mi ha detto che la preghiera più potente che abbia mai letto è “Non farmi morire mentre sono ancora vivo”. Non avevo mai capito il significato di quella preghiera prima di perdere Dave, ma ora sì.

Penso che quando una tragedia arriva, ti si presenta davanti una scelta. Puoi sprofondare nel vuoto, il vuoto che ti riempie il cuore, i polmoni, ti impedisce di pensare o anche solo respirare. Oppure puoi cercare di trovare un senso. In questi 30 giorni ho passato molti momenti persa in quel vuoto e so che molti momenti futuri saranno consumati dal grande vuoto che sento.

Ma quando posso, io voglio scegliere la vita e trovare un senso.

Ecco perché sto scrivendo: per segnare la fine dello sheloshim e dare agli altri quanto hanno dato a me. Mentre l’esperienza del dolore è profondamente personale, il coraggio di coloro che condividono la loro esperienza mi ha aiutata a passarlo. Alcuni di coloro che mi hanno aperto il cuore erano i miei amici più cari. Altri dei totali estranei che hanno condiviso con me saggezza e consigli. Per questo ora voglio condividere cosa ho imparato, nella speranza di aiutare qualcun’altro. Nella speranza che possa esserci un senso in questa tragedia.

Ho vissuto 30 anni in questi 30 giorni. Sono 30 anni più triste. Mi senso come se fosse di 30 anni più saggia.

Ho guadagnato una profonda consapevolezza di cosa significa essere una madre, passando sia attraverso l’agonia del sentire i miei figli urlare e piangere, sia nella comprensione che mia madre ha avuto del mio dolore. Ha cercato di riempire lo spazio vuoto nel mio letto, abbracciandomi ogni notte mentre piangevo prima di addormentarmi. Ha ricacciato dentro le sue stesse lacrime per lasciar sgorgare le mie. Mi ha spiegato che l’angoscia che sento è sia la mia, sia quella dei miei figli e ho capito che aveva ragione, ho visto il dolore nei suoi stessi occhi.[…]

Un mio amico ha cercato di aiutarmi per le attività con i bambini che Dave non può più fare. Ma io gli ho urlato”Io voglio Dave! Voglio l’opzione A”. Lui mi ha abbracciato e mi ha detto: “L’opzione A non è disponibile. Quindi, facciamo maledettamente bene l’opzione B”.

Dave, per onorare la tua memoria e crescere i tuoi figli come meritano, prometto di fare tutto il possibile per fare maledettamente bene l’opzione B. E anche se lo sheloshim è finito, continuo a piangere per l’opzione A. Piangerò sempre per l’opzione A. Come cantava Bono, “Non c’è mai fine al lutto…e non c’è mai fine all’amore”. Ti amo Dave”.