Tommy, il cane conteso che “prega” in chiesa: la sua storia finisce in Tribunale

Pubblicato il 23 gennaio 2013 13:12 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2013 13:12

SAN DONACI (BRINDISI) – Tommy è un cane di 12 anni che per due mesi ha “pregato” ai piedi dell’altare di una chiesa di San Donaci in provincia di Brindisi, il luogo in cui a novembre scorso sono stati celebrati i funerali della padrona. La storia di questo meticcio ora diventa un caso giudiziario: Tommy è infatti conteso fra il sindaco di San Donaci Domenico Serio che tramite un atto formale ne ha fatto un “cane di quartiere”, e Sebastian Mapelli, il figlio della donna deceduta.

Mapelli si è affidato a un avvocato per sporgere una querela contro l’amministrazione comunale in cui rivendica il diritto di decidere chi debba adottare il cane. Ad essersi mobilitati sono anche gli animalisti che vorrebbero prendere in consegna Tommy per evitare di traumatizzarlo. Il cane intanto, nell’indecisione su quale sarà il suo destino sembra che stia vivendo in un ufficio dei vigili urbani. 

Maria Lochi, la padrona di Tommy, è morta a 57 anni lo scorso novembre. Malgrado vivesse con una pensione minima, la signora ha dedicato la vita intera agli animali prendendosi in cura diversi randagi che aveva incontrato per strada.

Le immagini di Tommy che tutti i giorni tornava  nella chiesa di Santa Maria Assunta hanno fatto  il giro del mondo. L’animale è così diventato un oggetto da contendersi tra le istituzioni locali e l’erede della sua padrona. Il tutto nasce da un cominciato del sindaco pubblicato nei giorni scorsi su Facebook: “A titolo personale, informo che il cane Tommy, da oggi, è un cane di quartiere del comune di San Donaci ed è stato legittimamente affidato ad un nostro concittadino”.

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Secca la risposta di Sebastian, il figlio di Maria Lochi: “Dov’era il sindaco e dov’era l’amministrazione quando mia madre, da sola, doveva provvedere a tutti i randagi del paese? Mi chiedo da dove spunti fuori questo animalismo dell’ultima ora per cui Tommy e non altri cani, senza storia se non quella del loro abbandono, si conquista il titolo di cane di quartiere. Io ho indicato ai vigili urbani, tramite fax, una persona di mia fiducia che a San Donaci può prendersi cura del cane in maniera adeguata, ma la richiesta è stata totalmente disattesa”.

Nelle stesse ore, sul profilo Facebook di Maria Lochi creato dal figlio gli animalisti accusano le istituzioni cittadine di aver “sequestrato” il cane. Secondo gli animalisti Tommy sarebbe infatti “rinchiuso in una stanza all’interno del comando dei vigili urbani”.

Il comandante della municipale Vincenzo Elia smentisce però le accuse: “Nessun sequestro, abbiamo seguito le procedure indicate dalla legge regionale insieme al servizio veterinario della Asl di Brindisi. Il cane è sempre stato amato dal paese, ed è quindi al paese che appartiene. A Natale ha dormito in questo ufficio, così come prima che scoppiasse il caso mediatico dormiva in chiesa. Stamattina il veterinario Raffaele De Filippis lo ha visitato come aveva già fatto più volte. Tommy adesso è affidato alle cure di una persona di San Donaci, mentre di giorno se ne va in giro per il paese come è nella sua natura. In ogni momento è a disposizione di chi lo vuol vedere, come ha fatto questa mattina il Wwf”.

Ora il destino di Tommy dipende da quello che deciderà la magistratura. “Ho invitato il sindaco per iscritto a consegnare il cane ad una persona indicata dal mio cliente, e il sindaco evidentemente non intende raccogliere l’invito”, dichiara l’avvocato Raffaele Missere, incaricato dal figlio di Maria Lochi. Pur di decidere cosa ne sarà di  Tommy, spiega l’avvocato,“siamo pronti ad iniziare l’azione giudiziaria”.

Foto di Tommy e della signora Maria Lochi (da Facebook)