Ucraina, clima da guerra fredda. Obama parla 90 minuti al telefono con Putin (foto)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 marzo 2014 10:13 | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2014 17:07

USA, WASHINGTON – La crisi ucraina fa piombare i rapporti tra Washington e Mosca in un clima da guerra fredda. Da un lato Barack Obama condanna senza mezzi termini l’intervento armato in Crimea parlando di violazione del diritto internazionale. Sul fronte opposto, Vladimir Putin sottolinea di avere il diritto di proteggere i propri interessi in Ucraina.

I due si sono parlati per 90 lunghi minuti ma la tensione resta alle stelle. Un muro contro muro, da cui oggi non si vede via d’uscita. Nel corso della giornata di venerdi, con l’invio di blindati in Crimea, e con il via libera del parlamento all’intervento militare, Putin ha ostentatamente snobbato il duro monito lanciato ieri in diretta tv da Barack Obama a ritirare le truppe.

Obama, dal canto suo, ha riunito il suo Consiglio di Sicurezza Nazionale, cercando una risposta adeguata da parte della comunita’ internazionale, anche consultandosi con i suoi alleati (in serata ha sentito il presidente francese Francois Hollande e il premier canadese Stephen Harper, trovando il loro sostegno, dice la Casa Bianca). In campo anche l’Unione Europea e l’Onu, che ha riunito d’urgenza il Consiglio di Sicurezza. Il segretario generale Ban ki-Moon ha chiamato anche lui Putin, chiedendo un “dialogo” con Kiev. Ma al termine del lungo colloquio Obama-Putin, i comunicati diffusi dalle due superpotenze mostrano che la tensione resta altissima.

Il presidente americano, secondo quanto ha fatto sapere la Casa Bianca, ha ribadito la sua ferma condanna all’intervento militare e ha chiesto l’immediato rientro delle truppe russe nelle loro basi e la tutela dell’integrita’ territoriale dell’Ucraina. Quindi ha annunciato che gli Stati Uniti non parteciperanno alle riunioni preparatorie del prossimo G8, in programma a giugno a Sochi. Poi ha ammonito il Cremlino che se continuera’ sulla strada della provocazione militare andra’ incontro a un ”isolamento politico ed economico”. Dopo aver ricevuto molte critiche di passivita’ e indecisione, il ‘Commander in Chief’ americano ha alzato la voce.

Prima che la Casa Bianca diffondesse i contenuti della telefonata, e’ stato il Cremlino a far sapere che, durante il colloquio Putin ha ricordato che la Russia si riserva il diritto di proteggere i suoi interessi in Ucraina. Il nodo, secondo Mosca, e’ quindi la tutela della minoranza di etnia russa nel Paese. Una preoccupazione a cui Obama replica con fermezza: nessuno nega i legami culturali di Mosca con questa area dell’Ucraina. Tuttavia – incalza il presidente Usa – se Putin ha il timore per la sorte di questa minoranza ha il dovere di agire pacificamente e in modo appropriato chiedendo l’impegno diretto del governo ucraino e l’invio di osservatori internazionale sotto l’egida del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o dell’Osce.

Obama chiede a Putin, assieme al segretario generale Onu Ban ki Moon, che Mosca faccia la sua parte, avviando con urgenza un dialogo con il governo di Kiev. E se si ritiene utile, l’America è  disponibile a partecipare a una mediazione internazionale. Detto questo, l’inquilino della Casa Bianca lancia un messaggio chiarissimo di vicinanza al nuovo esecutivo ucraino: il popolo ucraino – ribadisce – ha il diritto di determinare il proprio futuro. La sua amministrazione, assicura, continuera’ a lavorare con urgenza, assieme ai suoi partner internazionali, per fornire supporto al governo ucraino, tra cui assistenza tecnica e finanziaria.

Miliziani armati fino ai denti hanno impedito l’accesso a diversi giornalisti stranieri al check-point nei pressi di Armiank, nel nord della Crimea. Tra le troupe respinte quelle di Bbc, della tv pubblica olandese Nos e di Mtv Finlandia. Ai reporter sono anche stati requisiti i giubbotti antiproiettile. Lungo la “linea di frontiera” i miliziani scavano buche per posizionare armamenti difensivi e cecchini.

Il Canada ha richiamato il suo ambasciatore a Mosca e minaccia di boicottare il G8 di Sochi, in programma a giugno, in seguito alla decisione della Russia di dare il via libera all’operazione militare in Ucraina. “Ci uniamo ai nostri alleati nel condannare con grande fermezza l’intervento militare del presidente  Vladimir Putin – afferma il premier Stephen Harper – Queste azioni rappresentano una chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. E sono anche una violazione da parte della Russia dei suoi obblighi derivanti dal diritto internazionale”. E gli ambasciatori Nato a Bruxelles terranno domenica una riunione straordinaria dedicata all’Ucraina. Lo ha reso noto con un tweet il segretario generale dell’Alleanza Anders Fogh Rasmussen. “Il Consiglio si riunirà seguito da un incontro della commissione Nato-Ucraina”, fa sapere Rasmussen.

Il segretario di Stato americano John Kerry ha avvertito Mosca che il dispiegamento di truppe russe in Ucraina minaccia “la pace e la sicurezza” nella regione e rischia di avere un impatto “profondo” sulle relazioni tra Stati Uniti e Russia. “A meno che la Russia non prenda misure immediate e concrete per far calare la tensione – ha detto Kerry in un comunicato – l’effetto sulle relazioni tra Usa e Russia e sulla posizione internazionale della Russia sarà profondo”.

Allarme anche sui media americani. Il New York Times apre la prima pagina col titolo ”I Militari Russi Si Impadroniscono della Crimea”. Dal canto suo l’Huffington Post apre la la sua homepage, dedicata interamente alla crisi ucraina, col titolo ”Combat Alert”, pericolo di guerra, e sotto ””L’Ucraina si prepara all’invasione, Putin ignora gli avvertimenti dell’occidente”. Quindi il sito progressista, citando un anonimo alto esponente di una cancelleria occidentale, osserva che la crisi ucraina è “probabilmente la situazione più pericolosa dai tempi dell’invasione sovietica di Praga del 1968”. E prosegue: “Ormai dobbiamo dare per scontato il fatto che la Crimea è in mano russe. Ma ora – aggiunge la fonte – il problema è evitare che la Russia si impossessi anche della parte russofona dell’Ucraina orientale”.

Obama parla 90 minuti al telefono con Putin

Un Obama preoccupato parla con Putin. La foto è stata diffusa dalla Casa Bianca e ripresa dall’agenzia Epa