Paolo Villaggio e il “testamento” di Fabrizio De André

Pubblicato il 4 agosto 2012 6:30 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2012 20:57

Il momento più doloroso? “L’addio a De André. Non ho il coraggio di andare a vedere quelli che muoiono, non so mai che dire. Indosso la mia maschera migliore. Entro e non vedo Fabrizio, ma uno scheletro. Prima che possa parlare, lo fa lui: “No, Paolo, smonta quell’espressione. So benissimo cosa mi sta accadendo e ho una paura fottuta”. Morì dieci giorni dopo. Prima di salutarmi fece testamento”.

Se lo ricorda? “Se parlerai di me, di’ che non sono stato né un menestrello né un cantautore, ma un grande poeta. Fabrizio, bugie, non ne raccontava”.

Dall’intervista di Malcom Pagani a Paolo Villaggio pubblicata dal “Fatto Quotidiano” del 28 luglio 2012

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