Chico, bull terrier che ha ucciso i padroni. Per salvarlo 250 mila firme che non capisco

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 aprile 2018 9:57 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018 9:57
Chico, bull terrier che ha ucciso i padroni. Per salvarlo 250 mila firme che non capisco

Chico, bull terrier che ha ucciso i padroni. Per salvarlo 250 mila firme che non capisco

ROMA – Chico, bull terrier che ha ucciso i padroni.

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Germania, Hannover: in una casa vengono trovati i corpi di una donna di 52 anni e di suo figlio di 27 anni. Sono morti entrambi dissanguati, le emorragie sono state la conseguenza dei ripetuti e profondi morsi del cane di casa, appunto Chico.

La donna viveva da tempo su una sedia a rotelle e qualche anno fa Chico era stato acquistato proprio per difendere la casa e i suoi abitanti, la donna aveva altri tre figli oltre a quello ucciso. Difendere tutti soprattutto dal’ex marito che nel 2005 aveva aggredito la donna niente meno che con un’ascia in mano. Non è andata così, Chico non li ha difesi gli abitanti di quella casa, ha finito praticamente per sbranare due di loro.

Le autopsie sui cadaveri confermano la morte per dissanguamento da ripetuti e profondi morsi. Chico ha ucciso i proprietari. Cane ha ucciso due umani. Ma parte, massiccia e decisa, una campagna d’opinione pro Chico. Che diventa subito da cane killer a cane vittima. Si sostiene che abbia ucciso non per colpa sua ma perché tenuto spesso in gabbia e comunque mal allevato e gestito da umani non in grado di rapportarsi a un cane di quella taglia e indole.

Probabile, quasi sempre un cane è “cattivo” perché mal educato, nutrito, governato dai suoi padroni umani. Un cane non programma certo l’omicidio, ad un cane non può essere applicato il concetto di colpa e relativa pena da espiare. Quindi sostenere che Chico ha ucciso non per colpa sua è sostenere l’ovvio.

Meno ovvio è che la campagna pro Chico dimentichi, anzi escluda, che Chico possa essere pericoloso. Già, i cani male educati, nutriti, governati possono essere pericolosi per l’uomo. E quando questo sia accertato (dai fatti, Chico di umani ne ha uccisi due) i cani vengono abbattuti. Per sicurezza rispetto a un pericolo che c’è, non per punizione per una colpa che non c’è.

Ma parte una petizione per salvare Chico. Addirittura 250 mila firme per salvarlo. E manifestazioni davanti al canile come Chico fosse un condannato a morte umano cui stanno per infliggere la sedia elettrica. Anzi, non come. Di più. Perché di manifestazioni e picchetti davanti ai penitenziari per salvare condannati a morte se ne vedono sempre meno. In questi casi gli umani, quando si tratta di umani da mettere a morte, sono sempre più…realistici. Prevale il va così e che ci vuoi fare.

Nel caso sia un cane invece no. Nel caso del cane la mobilitazione monta. E sale la pressione sugli amministratori della cosa pubblica che ora esitano di fronte alla richiesta di grazia per Chico. Per Chico che ha sbranato in casa due umani di casa arrivano centinaia di richieste di adozione. E’ pieno di gente che Chico lo prenderebbe in casa dando per scontato sia una mansueta bestiola che non morderebbe una mosca. Se lo ha fatto a due umani, allora devono essere stati quei due umani i “cattivi”.

E’singolare questa nostra umanità contemporanea alle nostre latitudini geografiche e culturali (altrove i cani se li mangiano o le vacche non le toccano…). E’ la stessa umanità che se vede un’orsa in giro con i cuccioli si arma, letteralmente si arma e le spara. Le spara perché sono in gioco i soldi ma si fa finta sia in gioco la sicurezza. La stessa umanità che all’occorrenza stermina lupi che un umano non lo attaccano mai. La stessa umanità che non disdegna di abbattere elefanti per profitto e leoni per trofeo.

La stessa umanità che se ne frega dell’estinzione di specie che ogni giorno provoca, allegramente se ne frega, si mobilita invece per salvare Chico e si commuove per Chico che di umani ne ha ammazzati due.

Firme, 250 mila, raccolte in un lampo per salvare Chico. Firme che non sarebbero mai state concesse e raccolte se quello da salvare fosse stato un umano dai tratti medio orientali o addirittura negroidi. In quel caso magari sarebbero piovute firme per una pena esemplare e durissima. Firme che si sarebbe fatto fatica a raccogliere e a concedere anche se quello da salvare fosse stato un prossimo umano di pelle bianca che si fosse macchiato di qualche reato o su cui pesasse qualche sospetto: dal prossimo ci si guarda, altro che firmare per lui.

Però per Chico cane che ha ucciso si firma. Per salvarlo niente meno. Come fosse detenuto e recluso in una prigione di una dittatura. Come fosse un prigioniero politico. Come fosse la vittima di suprema ingiustizia. Anzi, non come. Di più. Gli umani le reciproche supreme ingiustizie le applaudono e ad esse inneggiano. E delle supreme ingiustizie che non li riguardano da vicino gli umani occidentali se ne fregano. Però si muovono e commuovono per cane Chico che ha ucciso e lo proclamano martire. Duecentocinquantamila chiarissime firme (per ora) che non capisco nella loro distorta umanità.

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