Copyright Ue, YouTube e la battaglia contro l’articolo 13 per i video: #SaveYourInternet

di Daniela Lauria
Pubblicato il 20 novembre 2018 10:21 | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2018 10:26
Copyright Ue, YouTube e la battaglia contro l'articolo 13 per i video: #SaveYourInternet

Copyright Ue, YouTube e la battaglia contro l’articolo 13 per i video: #SaveYourInternet

ROMA – “Immagina se non potessi più guardare i video che ami”. Recita così un pop up che appare all’apertura di YouTube. Molti non ci avranno fatto caso, scambiandolo frettolosamente per la solita privacy policy da sorpassare per proseguire nella navigazione. Ma si tratta di una battaglia fondamentale, che potrebbe cambiare il volto di internet così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Nel mirino di YouTube c’è l’articolo 13 della tanto contestata riforma del copyright europea. La legislazione punta a tutelare meglio la creatività e a consentire ai titolari del copyright di proteggere i propri contenuti online in modo efficace. Ma l’attuale versione dell’articolo 13, così come proposta dal Parlamento europeo, potrebbe portare gravi conseguenze per gli utenti. 

Che cos’è l’articolo 13 e cosa cambia se venisse approvato?

La versione dell’articolo 13 proposta andrebbe a eliminare il sistema di notifica e rimozione attualmente in vigore per proteggere i titolari dei diritti e le piattaforme. Ciò renderebbe le piattaforme come YouTube, Facebook, Instagram, Soundcloud, Dailymotion, Reddit e Snapchat responsabili, al momento del caricamento, di qualsiasi violazione del copyright nei contenuti caricati da parte di utenti, creator e artisti.

Va da sé che, con le sue oltre 400 ore di video caricate al minuto, il monitoraggio del copyright sarebbe un’impresa impossibile per YouTube, anche perché in molti casi la situazione è a dir poco complicata, con enti diversi che detengono i diritti. Il risultato è che YouTube si troverà costretta a impedire la visione di milioni di video.

Quali video sono a rischio?

Esempi di materiali protetti da copyright e potenzialmente colpiti dall’articolo 13 sono tutti quelli che contengono immagini, artwork, software, estratti di libri, musica, parodie e altro ancora. In parole povere, un contenuto con proprietà del copyright parziale o sconosciuta diventerebbe per YouTube analogo a un contenuto senza licenza e quindi dovrebbe essere bloccato.

Chi ci rimette? 

I CREATOR – Quelli colpiti più duramente saranno certamente i creatori di contenuti, quelli cioè che creano e pubblicano video su YouTube. I loro contenuti potrebbero essere bloccati se contengono materiale con licenza parziale: si pensi alle foto, gli effetti visivi e i suoni. Sono inclusi i video didattici, un ampio numero di video musicali, anche ufficiali (un esempio su tutti: Despacito di Luis Fonsi), cover musicali dei fan, mashup, parodie eccetera.

ARTISTI E LAVORATORI – Nella sua forma attuale, l’articolo 13 minaccia centinaia di migliaia di posti di lavoro e creator europei con il loro indotto di aziende, artisti e dipendenti.

GLI UTENTI EUROPEI – Ci ritroveremmo tutti in un mondo culturalmente impoverito. E sarebbe una penalizzazione per i soli cittadini europei: per intenderci, ci verrebbe impedito di guardare i video che nel mese scorso sono stati visualizzati oltre 90 miliardi di volte. Questi video provengono da ogni parte del mondo, inclusi oltre 35 milioni di canali europei, e includono corsi di lingua e tutorial scientifici oltre a video musicali.

Qual è la proposta di YouTube?

YouTube si dichiara pronta a collaborare con i legislatori per trovare una soluzione che protegga i detentori di copyright, ma che permetta al tempo stesso all’economia dei creatori di contenuti di prosperare.

“Chiediamo ai legislatori di trovare un equilibrio migliore di cui tutti abbiamo bisogno per proteggere dalle violazioni del copyright e di consentire comunque agli utenti, ai creator e agli artisti europei di condividere la loro voce online. A tal fine, abbiamo bisogno di un sistema a cui collaborino sia le piattaforme che i titolari dei diritti.

Ciò si traduce in tre azioni:

  • I titolari dei diritti dovrebbero collaborare con le piattaforme per identificare i contenuti di loro proprietà, in modo che le piattaforme sappiano cosa è protetto dal copyright e possano attribuire ai titolari dei diritti la capacità di controllo per bloccare dei contenuti se lo desiderano.
  • Le piattaforme dovrebbero essere ritenute responsabili solo per i contenuti identificati tramite Content ID o il sistema di notifica e rimozione.
  • Le piattaforme e i titolari dei diritti dovrebbero agire in buona fede laddove le licenze e i diritti possano essere identificati in modo semplice.

Cosa fare per unirsi alla causa? 

I rappresentanti europei stanno ancora lavorando alla versione finale dell’articolo 13. Per questo motivo YouTube chiede ai suoi utenti di far sentire la propria voce con un video sull’articolo 13, con tweet sull’articolo 13 e l’hashtag #SaveYourInternet, partecipando al movimento su youtube.com/saveyourinternet.