Coronavirus non ferma Andrea Martella: riforma editoria, web tax per aiutare i giornali, guerra ai pirati e a Telegram

di Sergio Carli
Pubblicato il 17 Aprile 2020 13:09 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 13:09
Coronavirus non ferma Andrea Martella: riforma editoria, web tax per aiutare i giornali, guerra ai pirati e a Telegram

Coronavirus non ferma Andrea Martella: riforma editoria, web tax per aiutare i giornali, guerra ai pirati e a Telegram (Foto Ansa)

Coronavirus non ferma Andrea Martella. Il sottosegretario all’Editoria ha un programma ampio e importante di difesa e sostegno per “tutta la filiera della stampa”.

“Proprio nel momento in cui si richiede al sistema dell’informazione l’impegno a svolgere una funzione di pubblico servizio, dobbiamo a maggior ragione ragione difendere tutta la filiera della stampa dalle perdite dovute alle pratiche illegali»”.

Il riferimento è all’ultima emergenza che ha colpito i giornali, la diffusione pirata delle testate via internet effettuata da Telegram.

Ma, nell’intervista condotta da Andrea Biondi per il Sole 24 Ore, si parla anche di web-tax, di coordinamento europeo e di sostegno economico ai giornali. 

Martella, ricorda Biondi, si era mosso già nelle scorse settimane segnalando ad Agcom la necessità di intervenire contro la diffusione illegale di quotidiani e periodici attraverso le app di messaggistica.

Al suo intervento ha fatto seguito l’appello della Fieg, la associazione di categoria degli editori di quotidiani.

Quella di Telegram è solo l’ultima causa, in ordine di tempo, della crisi dei giornali. 

Secondo la stessa Fieg, i ricavi da vendita di quotidini sono diminuite, fra il 2007 e il 2018 del 46,5%: da 3,8 a 2 miliardi di curo.

Ogni mese Blitzquotidiano registra i dati di vendita in edicola ed è un canto di morte.

I ricavi da pubblicità, massacrati da Rai, Mediaset e Sky, stanno subendo il colpo di grazia dei colossi del web, Google e Facebook, che in America sono definiti “il duopolio”. 

E sono scesi, in Italia, del 70%: da 3,238 miliardi a 992 milioni).

In Italia, spega Martella, “il Governo ha già avviato la procedura di recepimento della direttiva inserendola nel disegno di legge di delegazione europea, ora all’esame del Parlamento.

“Seguiranno i decreti legislativi. La road map che avevamo previsto è stata necessariamente condizionata dall’emergenza sanitaria, ma confidiamo di arrivare all’attuazione ben prima del termine previsto di giugno 2021.

Nel frattempo, dobbiamo giovarci dell’esperienza degli altri Paesi europei e in primo luogo della Franciache ha fatto da apripista, cercando di arrivare a soluzioni condivise e non conflittuali che garantiscano la giusta remunerazione dei contenuti editoriali in rete”.

La questione dei giganti del web e della tassazione in Italia accompagna la discussione sul copyright. fa notare l’intervistatore.  È pensabile, chiede, che l’Italia possa intervenire ulteriormente ?

Risponde Martella:

“Nel caso della tassazione, come per la tutela del diritto d’autore, solo la dimensione europea può garantire una risposta adeguata e un’interlocuzione non squilibrata.

Per questo, quando ho illustrato al Parlamento le linee programmatiche del mio mandato ho detto che ci saremmo mossi in
un ambito comunitario.

La volontà è quella di arrivare a una tassazione uniforme in Europa e che per il futuro una parte della cosiddetta web tax venga destinata a sostenere il settore editoriale”.

Fronte Telegram.

“Ho segnalato da tempo ad Agcom la necessità di intervenire per contrastare il traffico di contenuti editoriali pirata.

È quanto mai urgente individuare con il Parlamento e in collaborazione con Agcom, nuovi strumenti normativi di contrasto della pirateria e della diffusione illegale di copie dei giornali.

È bene ricordare che la pirateria non colpisce solo una filiera strategica dal punto di vista economico ma incide sulla qualità stessa della nostra democrazia”

Bonus pubblicità e altri aiuti.

“Le misure a sostegno degli investimenti in pubblicità sui giornali e le tv locali, come quella che raddoppia il credito di imposta per le edicole estendendolo anche alla consegna a domicilio dei giornali, sono state le prime misure per affrontare questa emergenza.

Sicuramente nel prossimo decreto proveremo ad ampliare le misure di sostegno.

Stiamo lavorando a un pacchetto di proposte che riguardano il credito di imposta per la carta ma anche per l’innovazione e il digitale.

L’obiettivo è di provare a dare un quadro d’insieme per affrontare questa drammatica crisi”.

Editoria 5.o.

“Editoria 5.o rimane comunque il nostro paradigma di riferimento per una riforma di sistema che dopo 40 anni innovi il settore tenendo conto della crisi di questi anni e delle trasformazioni intervenute.

Con l’ultima legge di bilancio abbiamo messo in sicurezza il sistema e speriamo entro la prossima di aver posto le fondamenta della riforma, nonostante le limitazioni e i rallentamenti imposti dall’emergenza”.