Il Fatto: “Indagato prete di Sant’Apollinare. San Camillo, vermi in bagno”

Pubblicato il 19 Maggio 2012 1:55 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2012 1:56

ROMA – Il Fatto Quotidiano di sabato 19 maggio apre con il caso Orlandi: “Indagato per sequestro il prete di Sant’Apollinare” è il titolo del pezzo a firma di Rita di Giovacchino che scrive: “Per la scomparsa di Emanuela c’è un quinto inquisito: don Piero Vergari, ai tempi del rapimento rettore della basilica dove fu sepolto il boss De Pedis. E dove la ragazza fu vista per l’ultima volta”. “Il sacerdote – prosegue il Fatto – è stato iscritto nel registro degli indagati dai pm di Roma pochi giorni prima del recupero dei resti del boss della Magliana”.

Al centro pagina un’inchiesta sulla malasanità capitolina dal titolo: “Roma, ordinaria sanità. San Camillo: vermi in bagno e barelle in corridoio”. Nelle pagine interne e sul sito del Fatto quotidiano un viaggio nel pronto soccorso dell’ospedale di Circonvallazione Gianicolense, “tre mesi dopo lo scandalo dei malati curati a terra. Sporcizia ovunque, lettighe stipate persino in sala d’attesa. I medici protestano”.

Il secondo taglio è dedicato agli operai di Termini Imerese. “Fiat, tocca agli impiegati: per la prima volta 5400 in cassintegrazione”. Il Fatto riporta alcuni rumors su “Bmw interessata a Termini Imerese”. “Il sindacato: il gruppo tedesco cerca uno stabilimento in Sicilia scoppia la rivolta contro Di Risio”. Dalla colonna accanto consigli per trovare lavoro in tempo di crisi: “Come fanno? Quelli che trovano lavoro” a firma di Perniconi e Zanca.

L’editoriale di Marco Travaglio si intitola sarcasticamente “Decreto Libera-Italia”. Il vicedirettore del Fatto scrive: “Si sperava che il governo tecnico riuscisse almeno a frenare gli appetiti dei partiti sulle nomine nei posti pubblici. Nessuno pretendeva l’improvvisa irruzione in Italia della meritocrazia […] Ma, almeno nelle istituzioni che richiedono “notoria indipendenza” come il Cda Rai e le authority, si poteva sperare in un gesto minimo di discontinuità”. Poi lancia una proposta: “Quindi la buttiamo lì: professor Monti, perché non presenta un decreto Libera-Italia che regolamenti le nomine negli enti pubblici? Non c’è bisogno di tante parole: basta prevedere che, per ogni posto dirigenziale nel settore pubblico, le nomine vanno fatte con bando di gara internazionale dove i concorrenti devono presentare il curriculum, da pubblicare su un apposito sito web consultabile da tutti”.