“Google danneggiò clienti e concorrenti”, disse Antitrust Usa, ma la fece franca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Marzo 2015 7:00 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2015 18:00
"Google danneggiò clienti e concorrenti", disse Antitrust Usa, ma la fece franca

“Google danneggiò clienti e concorrenti”, disse Antitrust Usa, ma la fece franca

ROMA – Nel 2012 i funzionari della Federal Trade Commission (l’Antitrust Usa) proposero l’azione legale per arginare l’abuso di posizione dominante e le tattiche anti-concorrenza del monopolista Google nella configurazione della ricerca su Internet: i commissari, però, preferirono non dar seguito alle indicazioni interne lasciando al colosso di Copertino la possibilità di introdurre qualche correzione.

Parte del documento è finito nelle mani del Wall Street Journal: sbadatamente ne è stato rivelato il contenuto a un altro ufficio per la trasparenza. L’azione legale sarebbe stata la più importante dai tempi da quando negli anni ’90 il Dipartimento di Giustizia intentò causa alla Microsoft. I risultati dell’inchiesta dell’Antitrust sono agli antipodi dall’orgogliosa dichiarazione con cui Google commentò la sua, diciamo così, assoluzione.

“Abbiamo fatto un buon lavoro per i consumatori e per l’innovazione tecnologica” stona con quanto oggi rivelato nel documento: “la condotta di Google ha danneggiato – e danneggerà- i consumatori e l’innovazione nella ricerca online e il mercato pubblicitario”. E ancora: “Il comportamento di Google ha contribuito a mantenere, preservare e rafforzare la sua posizione monopolista nel mercato della ricerca e della pubblicità”.

Gli autori dell’articolo (Brody Mullins, Rolf Winkler e Brent Kendall) segnalano come sia piuttosto inusuale che i commissari non ascoltino le raccomandazioni del loro staff. In questo caso, però, il parere dello staff era in competizione con altri, incluso quello di un’agenzia economica separata, che non vedeva di buon occhio l’azione legale. Il presidente della Federal Trade Commission Jon Leibowitz ha scritto di suo pugno un memo in cui sostiene che “sarebbe stato di maggiore aiuto per i consumatori americani e più veloce di ogni altra opzione”, concedere a Google la strada delle correzioni volontarie.

Qualche esempio di come lo staff della FTC ha valutato l’operato di Google. Google favoriva illegalmente i suoi siti di shopping, viaggi, edizioni locali e finanza? Sì, Google ha danneggiato il suoi competitori verticali, ma il desiderio di migliorare la tecnologia della ricerca online rende difficile procedere contro di essa, dice lo staff.

Google copia i contenuti dei concorrenti per migliorare i propri? Sì, dice lo staff, li minaccia di espellerli  dal suo motore di ricerca se non accettano di farsi copiare. Google limita le possibilità di fare buone campagne pubblicitarie sui motori di ricerca rivali? Sì, dice lo staff, ha aumentato i costi di quegli inserzionisti sospettati di voler fare pubblicità su altri motori di ricerca. Google ha danneggiato illegalmente i siti che pubblicano i suoi risultati di ricerca online lavorando con altri motori di ricerca? Sì, dice lo staff, attraverso restrizioni contrattuali ha impedito ai rivali di Microsoft Bing di aggiudicarsi business.