iPhone X a un euro: la frode travestita da notizia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 aprile 2018 9:55 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2018 9:55
iPhone X a un euro: la frode travestita da notizia

iPhone X a un euro: la frode travestita da notizia

ROMA – L’offerta è clamorosa e allettante, per esempio un iPhone di ultima generazione a un euro, la veste grafica sembra quella di un quotidiano online autorevole, per esempio il layout di Repubblica.it, l’articolo che ci arriva sulla bacheca Facebook credibile. Peccato sia tutto falso, una frode travestita da notizia, una fake news come amo per agganciare l’ingenuo del momento.

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In questo periodo – sono strategie hacker consolidate dicono gli esperti – il pericolo è aumentato, si moltiplicano i casi di phishing online che utilizzano appunto falsi articoli di testate non autentiche per ingannare i lettori convincendoli a fantomatici acquisti. A quel punto, l’utente incastrato sta rivelando i suoi dati, magari accedendo a costosi abbonamenti per servizi mai richiesti.

Uno dei punti chiave sono le sponsorizzazioni accettate da Facebook, canale principale attraverso cui queste fake news in salsa truffaldina riescono a circolare vorticosamente. In certi casi viene sfruttato solo lo “snippet” per il social, cioè una finta anteprima di Repubblica.it che conduce direttamente a url (che non riportiamo per ovvie ragioni) che nulla hanno a che vedere con il sito. In altre occasioni viene invece riprodotto uno pseudoarticolo contenente dei link – spesso sotto forma di vere e proprie indicazioni per aggiudicarsi l’offerta in questione – che, appunto, conducono alle landing page malevole. (Simone Cosimi, La Repubblica)

Come difendersi? C’è una cosa che i malintenzionati del web non possono modificare: l’url della pagina web, l’indirizzo digitale, quello in alto, controllarlo sempre evita spiacevoli sorprese. Anche la qualità del testo aiuta a discriminare le patacche: traduzioni maldestre e automatiche, ripetizioni, errori, tutto concorre a smascherare il falso. Ma, occhio, sullo smartphone si clicca veloci e distratti e i sistemi anti virus o malware sono meno efficaci che nei pc.