Libertà di stampa sempre più minacciata in Italia: siamo ai livelli della Russia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Febbraio 2019 7:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2019 22:55
Libertà di stampa sempre più minacciata in Italia: siamo ai livelli della Russia

Libertà di stampa sempre più minacciata in Italia: siamo ai livelli della Russia

ROMA – Libertà di stampa in Italia sempre più minacciata dal nuovo fascismo del Movimento 5 stelle. Ora lo certificano anche all’estero, dove ci collocano a livello della Russia (ma guarda che coincidenza) e poco sopra la Turchia.

L’Italia ha registrato il maggior incremento del numero di violazioni alla libertà dei media, il report ha inoltre evidenziato in Turchia la diminuzione della libertà di espressione. Più di 200 giornalisti turchi sono stati arrestati o fermati per il tentato di colpo di stato a metà 2016. L’Ungheria è citata per “l’altissima concentrazione di media nelle mani di oligarchi filogovernativi”.

La conferma viene da un rapporto pubblicato dal Consiglio d’Europa intitolato “Democrazia in pericolo. Minacce e attacchi contro la libertà di stampa in Europa”. Il rapporto è stato redatto da Partner Organisations to the Council of Europe Platform to Promote the Protection of Journalism and Safety of Journalists.

Dalla fine della Guerra Fredda, la libertà di stampa è oggi più fragile che in qualunque altro momento, sostiene il rapporto, che chiede “interventi urgenti… per migliorare le terribili condizioni in cui versa la libertà dei media e garantire una valida tutela ai giornalisti”.

Questo trova riscontro dall’altra parte del mondo, dove il presidente degli Usa Donald Trump non perde occasione per insultare e minacciare i giornalisti e per aizzare i suoi facinorosi seguaci. Ne ha fatto le spese, di recente, un giornalista della Bbc inglese.

Nella relazione annuale, dodici organizzazioni partner della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti, tra cui la Federazione europea dei giornalisti e Reporter senza frontiere, hanno evidenziato che le condizioni per l’esercizio della libertà dei media sono notevolmente peggiorate nell’area del Consiglio d’Europa.

Il rapporto “Democrazia a rischio: minacce e attacchi contro la libertà dei media in Europa” valuta la situazione della libertà dei mezzi d’informazione in Europa sulla base di 140 gravi violazioni segnalate alla piattaforma nel corso del 2018.

Secondo il rapporto, il numero di attacchi contro i giornalisti è costantemente aumentato. Le minacce segnalate, incluse le minacce di morte, sono raddoppiate nel corso dello scorso anno, e non vi sono stati progressi nei numerosi casi d’impunità di lunga data per l’omicidio di giornalisti. Inoltre, i giornalisti continuano a essere detenuti arbitrariamente, mentre diverse nuove iniziative legislative indeboliscono la libertà dei media.

L’Italia, è scritto nel rapporto, è tra i Paesi con il maggior numero di allarmi nel 2018. Tredici allarmi in Italia, lo stesso numero della Federazione Russa. Una cifra che mostra quanto in Italia, nel 2018,  sia visibilmente deteriorata la libertà di stampa: rispetto all’anno precedente il numero di violazioni  riportate alla Piattaforma è più che triplicato. L’Italia è lo stato membro dell’Unione europea con il più alto numero di minacce, un totale di 19, sulla piattaforma. Da giugno 2017, le autorità italiane non hanno risposto a nessuno degli allarmi pubblicati sulla piattaforma. 

In Italia la crescente violenza contro i giornalisti è particolarmente allarmante. La mafia e il crimine organizzato rimangono una delle maggiori minacce per i giornalisti. Nel 2018, la Piattaforma ha registrato tre casi di giornalisti che hanno subito minacce di morte, e segnala una serie di allarmi attivi rispetto ad aggressioni e violenze. Ventuno giornalisti italiani minacciati dalla mafia vivono sotto scorta, molti hanno ricevuto intimidazioni e aggressioni da appartenenti a gruppi neofascisti.

La maggior parte degli allarmi registrati nel 2018 sono stati presentati dopo l’insediamento ufficiale del nuovo governo di coalizione il 1° giugno. I due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini si esprimono regolarmente attraverso la retorica dei social media particolarmente ostile ai media e ai giornalisti.

Il vicepremier Di Maio ha insultato i giornalisti e avviato una politica di abolizione delle sovvenzioni pubbliche alla stampa. Secondo la Federazione nazionale della Stampa (FNSI), i professionisti dei media ora affrontano una nuova minaccia: il rischio costante di violenza alimentato dalla retorica ostile degli esponenti del governo e dei partiti di coalizione al potere.