“Una nuova Rai è possibile”, il convegno al Senato per “un’azienda indipendente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Novembre 2019 13:48 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2019 11:17
"Una nuova Rai è possibile", il convegno al Senato per "un'azienda indipendente"

“Una nuova Rai è possibile”, il convegno al Senato per “un’azienda indipendente”

ROMA – “Una nuova Rai è possibile. Riforma della governance per un’azienda indipendente”. questo il titolo del convegno organizzato venerdì 8 novembre 2019, a palazzo Giustiniani, su iniziativa del senatore Primo Di Nicola, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai. All’appuntamento, che offre l’occasione per confrontarsi sulle prospettive di riforma della governance dell’azienda radiotelevisiva italiana, ci sono fra gli altri: il senatore Davide Faraone e il deputato Federico Fornaro, componenti della Commissione di Vigilanza; il deputato Antonello Giacomelli, vicepresidente della Commissione; l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini; il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani. Coordina il giornalista Giovanni Valentini.

“E’ necessario che la Rai si allontani sempre di più dalla politica. È necessario che si spezzi il legame diretto tra esecutivo e azienda. E questo può avvenire tramite un intervento normativo, ma occorre cambiare anche il paradigma culturale”, dice il Presidente della Camera Roberto Fico nel messaggio letto da Giovanni Valentini in apertura del Convegno.

“Come la politica deve impegnarsi a fare un passo indietro rispetto alla Rai, serve che la Rai faccia un passo indietro rispetto alla politica facendo dissolvere così un’interdipendenza. Una legge che riformi la governance può aiutare ma non sarà sufficiente senza un cambio di passo culturale”, aggiunge Fico. “Nella scorsa legislatura avevo presentato una proposta di legge che delineava un nuovo metodo di scelta dei vertici Rai per valorizzare l’indipendenza dell’azienda e la qualità dei contenuti- ricorda-. Altre sono state depositate. Chiaramente non entro nel merito di quello che è e deve essere un dibattito parlamentare, che auspico ampio e capace di portare a un testo condiviso”. Il presidente della Camera sottolinea che “la Rai è pagata dai cittadini perché ai cittadini risponde. Per questo ha una responsabilità superiore rispetto a quella di qualunque altro broadcaster. I giornalisti Rai hanno un grande onore, e allo stesso modo, un impegnativo onere”.

“Il nostro canone è il più basso di altri Paesi, la Rai è quasi riuscita ad azzerare l’evasione grazie all’inserimento canone in bolletta, eppure come introiti siamo ai livelli del 2013 quando l’evasione a 30%. Com’è possibile tutto questo? Prima di tutto per la riduzione dell’importo a 90 euro e alla Rai sono stati tolti 100 milioni da extragettito. e un 5% forfettario”, dice l’ad della Rai Fabrizio Salini intervenendo al convegno. “All’azienda pubblica – aggiunge – arriva un euro su due di quelli recuperati dall’evasione. Non chiedo assolutamente un aumento del canone e sarei felice di essere messo nelle condizioni di farlo ulteriormente scendere. Vorrei alla Rai fosse dato quello che è della Rai”, anche, ha ricordato “di 90 euro, ce ne arrivano solo 74, 18”.

“Alla commissione di vigilanza Rai è precluso di intervenire indebitamente nella gestione dell’azienda, ma può intervenire per correggere alcune possibili distorsioni”, ha ricordato il presidente della commissione, Alberto Barachini, commentando l’ipotesi della soppressione della commissione di vigilanza contenuta in una delle proposte di legge per la riforma della governance dell’azienda. Parlando al convegno Barachini ha fatto degli esempi di intervento della commissione, tra i quali l’atto di indirizzo sul piano industriale dell’azienda e l’atto di indirizzo sull’uso dei social network da parte dei dipendenti.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.