Radio Radicale, solidarietà da Fnsi: “Stop all’emendamento è un colpo alla Costituzione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 maggio 2019 5:00 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2019 21:57
Radio Radicale, Fnsi solidale: stop emendamento è colpo a costituzione

Radio Radicale, solidarietà da Fnsi: “Stop all’emendamento è un colpo alla Costituzione”

ROMA – Niente da fare per Radio Radicale, la convenzione non è stata prorogata negli emendamenti al decreto Crescita. Una decisione contro cui si scaglia la Federazione nazionale stampa italiana, Fnsi, che esprime solidarietà alla radio e definisce lo stop all’emendamento “un colpo alla costituzione”.

La speranza dei lavoratori e dei sostenitori di Radio Radicale è che lo stop all’emendamento sia legato solo a ragioni tecniche e che un clima meno acceso nella maggioranza dopo le europee favorisca il raggiungimento di accordo e l’inserimento della proroga in un altro provvedimento. 

“Qualsiasi cosa accada è importante che la radio non sia spenta domani”, ha detto dall’ospedale dove è ricoverato dopo 5 giorni di digiuno Roberto Giachetti, deputato Pd, in collegamento con una conferenza stampa alla Camera. “Queste iniziative sono serie e si interrompono quando si raggiunge l’obiettivo, speriamo questa sera”, ha aggiunto.

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Alla conferenza anche il direttore di Radio Radicale Alessio Falconio, l’amministratore delegato Paolo Chiarelli e l’editore Maurizio Turco, che hanno ricordato l’impossibilità per l’emittente di andare avanti senza una proroga, con il rischio per i lavoratori di rimanere senza stipendio già da giugno. 

Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della stampa, hanno dichiarato: “Dopo l’ondata di solidarietà, espressa anche da parlamentari della maggioranza, contro l’oscuramento di Radio Radicale e i tagli ai fondi per l’editoria, puntualmente è arrivata la bocciatura di ogni emendamento. Ci auguriamo che, entro questa sera, la decisione sia modificata e siano accolte le osservazioni formulate da diversi gruppi parlamentari. Altrimenti non resterà che la via della lotta contro questo vero e proprio colpo di mano contro l’articolo 21 della Costituzione”.