Roger Waters ripropone “il muro” dei Pink Floyd: a Milano torna “The Wall” versione 2011

Pubblicato il 22 Febbraio 2011 18:51 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2011 18:51

Il famoso “muro” dei Pink Floyd torna in Italia. L’ex bassista Roger Waters proporrà un nuovo tour, con annesse scenografie ed effetti all’ultimo grido, del concept album più suggestivo della band inglese, “The Wall”. L’ambiziosissimo show nato nel 1980 dalle angosce di Waters non muore mai e riparte quindi per l’ennesima tournée, con sei tappe italiane tutte esaurite al Forum di Milano (1, 2, 4, 5 aprile e ripresa il 6 e 7 luglio).

Dopo lo show del ’90 fra le rovine di Berlino i mattoni sono stati rimessi a posto, con nuovi pupazzi gonfiabili, nuove animazioni curate come sempre dal genio di Gerald Scarfe (che ha lavorato con Disney e ha dato volto e colore alle opere più importanti dei Pink Floyd), che racconta con splendide immagini inedite e interviste alla band la storia del Muro nel volume Pink Floyd The Wall, appena uscito per Rizzoli. “Lavorare coi Pink Floyd? – ricorda Scarfe – non mi piacevano molto, poi nel ’73 andai al Rainbow a vedere un loro concerto. Spettacolare! Mentre suonavano, la riproduzione di uno Stuka tedesco volò sulla platea, avvolto dalle fiamme, schiantandosi sul palco con un boato spaventoso. Mi è sempre piaciuta la megalomania, e decisi che quello era l’ambiente di lavoro adatto a me”.

Ci saranno quindi le immagini più celebri dello show, dalla “marcia dei martelli” al maestro che mura i bambini innocenti, più altre sorprese, come il nuovo personaggio Reg Troll, il nuovo modello di creta della moglie del maestro, i famosi martelli ridisegnati al computer. “Ora il muro è più grande – racconta Scarfe – nei concerti originali mettemmo in sincrono tre proiettori per coprirlo tutto, ora ne abbiamo sette e ho detto a Roger che avremmo ottenuto un effetto ancor più potente di quello del passato, ma lui non ha voluto ripetere la stessa immagine, quindi avrete parecchie sorprese”.

Perché riproporre “The Wall” proprio ora? Spiega Waters sul suo sito e si lancia in una filippica sul “cinismo dell’essere umano che deve superare lo spirito da cane mangia cane e recuperare la gioia di vivere insieme. Il nuovo The Wall è un tentativo di rimettere le cose a posto ed è dedicato a tutta l’innocenza persa in questi anni”.

Waters, dopo aver pubblicato su Internet per protesta una nuova versione dell’inno “We Shall Overcome”, quando vietarono alla marcia per la libertà di avvicinarsi a Gaza, s’è visto scrivere su Facebook: “Volevo venire al tuo concerto. Perché devi metterci in mezzo la politica?”. Lui ha replicato stizzito: “Sei un fan di Roger Waters e dei Pink Floyd da 40 anni e non hai mai notato che c’è di mezzo la politica? Come chi dice “come osi criticare Bush, non sei nemmeno americano”. Ma bisogna essere tedeschi per criticare Hitler?”.