Sanremo, la serata della Patria e di Benigni: la diretta di Blitz

Pubblicato il 17 Febbraio 2011 22:13 | Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2011 1:21

SANREMO – Comincia, prima ancora che si alzi il sipario, con il popolo Viola che canta “Bella Ciao” fuori dal teatro Ariston. Poi inizia lo show vero e proprio, con la serata centrata sulla presenza di Roberto Benigni. E il comico non delude. Entra sul palco a cavallo, dispensa battute sul caso Ruby, punge anche Marchionne e Bossi. Quindi la spiegazione, passo dopo passo, dell’Inno di Mameli.

Quindi i ripescaggi dei big: il televoto premia Albano e Anna Tatangelo. Definitivamente Fuori Anna Oxa e Patty Pravo. Infine il festival chiude con un’altra versione di Fratelli d’Italia : a cantarla, stavolta, è Gianni Morandi.

01:08 Gianni Morandi chiude la serata del festival dedicata ai 150 anni dell’Unita’ cantando Fratelli d’Italia, ”il canto degli italiani”, come lo definisce il conduttore.

00:40 Ripescati Al Bano e Anna Tatangelo. Al Bano con ‘Amanda e’ libera’ e Anna Tatangelo con ‘Bastardo’,sono stati ripescati, rientrano in gara. Escono definitivamente dal festival Anna Oxa con ‘La mia anima d’uomo’, Patty Pravo con ‘Il vento e le rose’. Al Bano gia’ due anni fa eliminato e poi ripescato con il brano ‘L’amore e’ sempre amore’. Il cantante di Cellino San Marco stasera, nella serata dedicata ai 150 anni dell’Unita’ d’Italia, e’ stato il piu’ votato per l’interpretazione di Va’ pensiero.

00:24 Morandi annuncia l’esito della gara giovani. Passano Roberto Amadè con “Come pioggia” e Micaela (Fuoco e Cenere). Quest’ultima, minorenne, non era sul palco al momento dell’annuncio. Fuori i Btwins (Mi rubi l’amore) e Marco Menichini (Tra tegole e cielo).

23:40 Luca & Paolo: Antonio Gramsci. Anche Antonio Gramsci irrompe all’Ariston: stasera Luca e Paolo hanno letto il testo del saggio ‘Gli indifferenti’, tratto dalla rivista ‘La citta’ futura’ del 1917, numero unico pubblicato a cura della Federazione giovanile piemontese del Partito Socialista.

23:33 Tricarico e Toto Cutugno. ”Anche se giro il mondo, volevo dire che l’Italia e’ il paese piu’ bello del mondo. Lo dico convinto e sincero. Viva l’Italia e viva il festival”: cosi’ Toto Cutugno dopo aver cantato al fianco di Tricarico la sua celebre canzone ‘L’Italiano’, durante la serata celebrativa dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia. Tricarico, oltre a Cutugno, ha chiamato sul palco anche un coro multietnico formato da ragazzi nati tutti in Italia.

23:20 Benigni conclude cantando una toccante versione dell’Inno di Mameli. Ovazione.

23:10 Dopo le gag sull’attualità politica, Roberto Benigni si addentra sul palco dell’Ariston in una lettura esegetica dell’inno di Mameli, sul modello delle sue celebri interpretazioni dei canti della Commedia di Dante. Ma anche l’analisi filologica e appassionata di Fratelli d’Italia non sfugge ai richiami al presente, come quando il premio Oscar si rivolge direttamente al leader della Lega Nord Umberto Bossi. ”Dov’e’ la vittoria, le porga la chioma, che’ schiava di Roma Iddio la creo’. Umberto, e’ la vittoria che e’ schiava di Roma, non l’Italia! Umberto, il soggetto e’ la vittoria!”, avverte Benigni. E poi: ”Il federalismo e’ un’altra cosa. Qui parliamo dell’unita’ del Paese, che e’ la ricomposizione quasi religiosa di un corpo fatto a pezzi”. E ancora, piu’ avanti: ”L’unita’ e’ talmente bella che permette pure che qualcuno dice: non la festeggio!”.

22:56: “Umberto…. il soggetto è vittoria. E’ la vittoria che è ‘schiava de Roma’, non l’Italia”. Benigni esegeta di Mameli punge il ministro Bossi.

22:50. Ruby prima dell’Inno di Mameli. ”Sono qui solo per parlare dell’inno di Mameli e dell’unita’ d’Italia”, e’ il tormentone che ripete Roberto Benigni sul palco dell’Ariston, ma non si fa sfuggire l’occasione di una serie di gag sul caso Ruby. ”La nostra nazione ha 150 anni. E’ una bambina, una minorenne”, esordisce. E poi: ”Mameli quando scrisse l’inno aveva vent’anni, quindi era minorenne, perche’ la maggiore eta’ si raggiungeva a ventuno. Comunque con ‘sta storia delle minorenne non se ne puo’ piu’ e la cosa e’ nata proprio a Sanremo, con la Cinquetti che cantava Non ho l’eta’ e si spacciava per la nipote di Claudio Villa”. Alla fine pronuncia il nome di ”Ruby Rubacuori: vabbe’, l’abbiamo detto”. E rivolto al premier: ”Silvio, se non ti piace, cambia canale, vai sul due: ma no, c’e’ Santoro!”. Ancora su Ruby: ”Abbiamo perso tempo a capire se era la nipote di Mubarak, ma bastava fare una cosa semplicissima, andare all’anagrafe in Egitto e vedere se Mubarak di cognome fa Rubacuori”.

22:35 ”Il prossimo festival lo facciamo presentare a Bersani”: e’ la proposta di Roberto Benigni, stasera ospite d’eccezione a Sanremo, che ha preso a modello la conduzione di Gianni Morandi, ”bello, calmo, tranquillo, gli fanno i soprusi e lui… niente”.

22:34. “L’Italia ha 150 anni. Per una nazione cosa volete che siano. E’ una bambina, una minorenne”.

22:28 Roberto Benigni irrompe in studio a cavallo, agitando il tricolore. “Avevo qualche dubbio sull’entrare a cavallo – ha detto Benigni – Ai cavalieri ultimamente le cose vanno male”.

22:22. Dopo l’esibizione di Roberto Vecchioni, arriva il momento più atteso. Gianni Morandi l’annuncia, tocca a Roberto Benigni.

21:50 Canta Morandi. Stasera, per la prima volta in questo festival di Sanremo, Gianni Morandi ha cantato una canzone per intero. Un inedito, ‘Rinascimento’, scritto da Gianni Bella. Il testo e’ di Mogol. ”Gianni e’ stato colpito da un ictus e non puo’ ne’ cantare ne’ suonare. Ci ho pensato molto, ma ora sono felice di prestare la voce a un mio grande amico”, ha detto Morandi che, dopo l’esibizione, visibilmente commosso, ha salutato Mogol, seduto in prima fila, mentre la platea gli tributava una standing ovation.

21:20 Masi in platea. Luca & Paolo: “Almeno non telefona”. La prima fila della platea dell’Ariston e’ diventata l’obiettivo dell’ironia di Luca e Paolo. ”E’ bello vedere il direttore generale della Rai Masi in platea perche’ vuol dire che cosi’ non chiama”, hanno esordito in apertura della serata del festival dedicata ai 150 dell’unita’ d’Italia. Poi, rivolti al ministro della Difesa Ignazio La Russa: ”Guarda c’e’ la Russa”, ha detto Luca. ”Ma allora esiste! Pensavo che fosse una parodia … se e’ ministro lui vuol dire che c’e’ speranza per tutti”, gli ha fatto eco Paolo. E ancora, rivolti al ministro: ”La ringraziamo perche’ ha parlato bene di noi sui giornali, ma se potesse smentire sarebbe meglio perche’ a casa ci hanno tolto il saluto”.

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