Federal Reserve ai fondi Usa: mollate l’euro. Cioè Grecia più Spagna fa botto

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 29 Maggio 2012 15:55 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2012 15:55

Dpa-LaPresse

ROMA – Il governatore della Federal Reserve di Philadelphia, Charles Plosser, ha spiegato in un’intervista al Wall Street Journal che la banca centrale americana sta invitando i fondi di liquidità Usa a tenersi lontani dalla zona euro. Tradotto, con la Grecia abbiamo scherzato, ma se il contagio raggiunge Madrid si fa il botto.

A riportare le parole di Plosser è il Corriere della Sera: “La Fed e i regolatori – dice il governatore della Fed – cercano di sottolineare ai fondi di liquidità (strumenti a basso rischio e basso rendimento, ndr) di ridurre la loro esposizione alle istituzioni finanziarie europee”. Questi fondi sono uno dei principali canali di credito per alcune banche e imprese e per i governi. La loro ritirata può solo aggravare il “credit crunch”.

Il quotidiano milanese dedica alla notizia un “boxino” a fondo pagina, e la notizia è infatti piccola, a meno che non la si colleghi a quello che sta succedendo in Europa. La Grecia è praticamente data per spacciata, la sua uscita dall’euro è considerata ormai più che probabile e la sua condizione è nota ormai da molti mesi. Solo ora però la Fed ha deciso di invitare i fondi di liquidità, non quelli speculativi, ma quelli a basso rischio, a lasciare l’euro. Come mai solo adesso? La risposta è semplice e devastante: la Grecia, la caduta della Grecia, spaventa ma non distrugge. Se però il contagio raggiunge, come dicono gli spread e le corse agli sportelli iberici anche Madrid, allora la storia è diversa. L’euro e l’Europa, almeno secondo gli americani, possono reggere un’uscita di Atene dalla moneta unica. Ma non altrettanto possono fare se a crollare sarà la Spagna.

E gli spread di Madrid sono ormai stabilmente sopra i 500 punti, la borsa madrilena anche questa mattina registra il segno meno ma, il sintomo che più preoccupa, sono le corse e le file agli sportelli degli istituti di credito iberici.

Cosa fare quindi per arginare il contagio, tranquillizzare i mercati e tranquillizzare gli americani? Se come scrive il Corriere “la loro ritirata può solo aggravare il “credit crunch”, bisogna tranquillizzarli, e bisogna farlo al più presto perché l’abbandono dell’euro da parte dei fondi statunitensi non può far altro che far avvitare ancor più la crisi in cui l’Europa si sta dibattendo. E l’unica soluzione ipotizzabile è quella di fornire ai mercati e agli americani garanzie più forti, in altre parole si rende necessaria, se non indispensabile, una garanzia europea per i conti dei paesi membri.

Come testimoniano le indicazioni della Fed a questo punto non è in gioco il futuro della Grecia, di cui gli altri paesi europei possono anche cinicamente decidere di non occuparsi, ma con la Spagna è in gioco il futuro dell’Europa e dell’euro. Il crollo spagnolo trascinerebbe con se tutta l’economia del vecchio continente, e l’unico argine che le istituzioni europee possono alzare, è quello rappresentato da una garanzia europea per il debito iberico. Una garanzia unica per i debiti di tutti i paesi membri, una garanzia che sia in grado di rassicurare i mercati, far scendere gli spread, ridar fiato alle borse e tranquillizzare i correntisti che stanno pensando di ritirare i loro risparmi dalle banche. Una garanzia che in Europa non tutti vogliono ma che, ormai, sembra l’unico strumento per impedire l’abbandono della barca euro. Con la Grecia si è scherzato, ora il rischio riguarda tutta l’Europa.