I centomila a Veronica la metà li paga il fisco, eppur Berlusconi “rosica”

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 2 Gennaio 2013 14:32 | Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2013 14:32

Veronica Lario e Slivio Berlusconi (foto Lapresse)

MILANO – Al mantenimento della signora Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, concorreremo un po’ tutti. O almeno tutti quelli che pagano le tasse. Già, proprio così, perché se anche nessuno sembra averci fatto caso, dell’astronomico assegno che secondo sentenza Silvio Berlusconi deve ora alla sua ex moglie (ben 36 milioni di euro l’anno, 100 mila al giorno) la metà li pagherà il fisco. In altre parole li pagheremo noi. O per essere più precisi tra Veronica, Silvio e l’Agenzia delle Entrate ci sarà una partita di giro alla fine della quale Berlusconi sborsa cinquantamila e non centomila al giorno e Veronica incassa appunto cinquantamila e non centomila.

E questo perché gli assegni di mantenimento, quello dovuto dal Cavaliere come tutti gli altri, sono deducibili dall’imponibile fiscale. E nel caso di Berlusconi è lecito supporre che lui rientri nell’aliquota massima di tassazione e che paghi, quindi, circa il 50%. Dedurre di conseguenza 36 milioni l’anno dall’imponibile si tradurrà in un risparmio di ben 18 milioni dalle tasse. Certo, è vero che poi il fisco si rifarà sull’ex signora Berlusconi, tassando il suo assegno per circa la metà dell’importo, ma rimane che dei tanto pubblicizzati 100 mila euro al giorno in realtà Berlusconi ne pagherà solo la metà.

Per alcuni, soprattutto alcune, è diventata un modello, in altri/e suscita invidia ma, quello che è certo, è che la ex signora Berlusconi è entrata di diritto nella Hall of Fame delle ex che sono riuscite a strappare un assegno di mantenimento da favola. Il suo ex marito le deve infatti la bellezza di 100 mila euro al giorno, oltre 4 mila l’ora. Con la sentenza di primo grado i giudici hanno accolto buona parte delle richieste della signora Lario.

L’ultima offerta nota del Cavaliere era stata infatti di “soli” 300 mila euro al mese ma accordo non c’è stato e così sono stati i giudici a stabilire l’importo dell’assegno. Unico, piccolo accordo tra gli ex coniugi quello sulla rinuncia a chiedere “l’addebito per colpa” dell’uno nei confronti dell’altro. Un punto a favore del Cavaliere dal sapore “politico” visto che in questo modo guadagna una sorta di “condono tombale” sui suoi comportamenti extraconiugali. Ma sul fronte economico per Berlusconi non è andata male, ma malissimo. Al punto che non è per nulla escluso che Berlusconi tenti, ancora per vie legali, di rendere un po’ meno amara la sentenza. Lui era partito da tre milioni e seicentomila all’anno, si ritrova con dieci volte tanto, perde dieci a uno e medita un “secondo tempo” della partita.

Uniche note positive della sentenza per l’ex premier il mantenimento della proprietà di Villa Belvedere a Macherio (valore stimato 78 milioni) e di non vedere intaccato il proprio impero societario a favore dei figli di Veronica, come invece avrebbe voluto la sua ex moglie. Piccole consolazioni, anche alla luce del fatto che il mantenimento del buen retiro di Veronica, cioè i costi di gestione della villa di Macherio, pari a quasi 2 milioni di euro l’anno, rimangono a carico dell’ormai ex marito. Così piccole che non è affatto escluso che Berlusconi ricorra in appello. Ma, se vorrà farlo, aspetterà che le prossime elezioni siano alle spalle.

Intanto però gli assegni vanno staccati e, come detto, la metà di quello che la signora Lario incasserà, sarà pagata dal fisco. Gli assegni di mantenimento sono infatti deducibili dall’imponibile. Cioè il loro importo può essere scalato dal monte guadagni che viene dallo Stato tassato. Nel caso specifico Berlusconi potrà quindi dedurre dai suoi guadagni ben 36 milioni di euro e, se è facile supporre che rientri nell’aliquota massima il Cavaliere delle tasse sul reddito, è evidente che pagherà di conseguenza circa 18 milioni di euro di tasse in meno. Milioni che non entreranno quindi nelle casse pubbliche.

Certo non resterà il fisco a bocca asciutta, parte di quell’ammanco verrà recuperata con la tassazione sulla signora Lario ma la deducibilità di quei 36 milioni è un accidente cui nessuno ha fatto caso. Non hanno commentato la sentenza, almeno per ora, gli avvocati di Berlusconi, i fratelli Niccolò e Ippolita Ghedini insieme a Cristina Rossello. Un silenzio che lascia presagire che la soap sul divorzio Berlusconi/Lario non sia ancora terminata.