Conte premier, errata corrige. Carlo Luna: Ammetto, ho sbagliato, ha il quid

di Carlo Luna
Pubblicato il 10 giugno 2019 13:58 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2019 13:43
Conte premier, errata corrige. Carlo Luna: Ammetto, ho sbgliato, ha il quid

Conte premier, errata corrige. Carlo Luna: Ammetto, ho sbgliato, ha il quid

È doveroso fare autocritica quando si è commesso un errore. Mi adeguo a questo principio e riconosco di aver sbagliato nel giudicare Giuseppe Conte. Mi era sembrato un  inutile personaggio di facciata soverchiato dalla potenza dei due vice Presidenti del Consiglio, Di Maio e, soprattutto, Salvini. Ho sbagliato e i contenuti di un’importante intervista di Massimo Franco sul Corriere mi hanno fatto ricredere.

Conte dice quattro cose molto importanti. La prima riguarda l’atteggiamento da padrone del vapore che ha assunto il leader della Lega, Matteo Salvini, inebriato dai successi elettorali e dalle contestuali, pesanti sconfitte dei 5 stelle. Il capo del Governo dice: ”Non vorrei che una Lega forte del risultato della consultazione europea si lasciasse prendere da prospettive di predominio”. Ricorda a Salvini che “la composizione del nostro Parlamento non è cambiata”, e lo ammonisce di brutto aggiungendo che “Se la Lega aspira a capitalizzare un consenso politico in un sistema di democrazia parlamentare come il nostro, non può che passare da elezioni politiche e poi vincerle”.

Secondo cartellino giallo con la conferma che con Bruxelles tratterà direttamente lui insieme con Tria, per evitare la procedura di infrazione che “ci assoggetterebbe a controlli e verifiche per anni, mettendo infine a rischio la tutela dei risparmi degli italiani”.

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Quanto ai mini bot, sui quali finora è stato d’accordo Di Maio, conti li definisce, in sintonia con Mario Draghi “l’ultimo sciagurato cavallo di battaglia della Lega” e li boccia serenamente.

Infine il quarto cartellino giallo :” E’ singolare che in campagna elettorale mi dessero del grillino, schierato con Di Maio. Adesso mi accusano di essere mattarelliano”.

Conclude con un avvertimento di assoluto e impegnativo rilievo: “Tra l’altro, essere in sintonia col Capo dello Stato è un onore”. E questo è molto confortante. Sono affermazioni dalle quali non si può tornare indietro facilmente. In ogni caso vigileremo.