Bella ciao storia di parte? Qui finisce a giorno della memoria…fascista

di Lucio Fero
Pubblicato il 29 gennaio 2018 11:28 | Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2018 11:28
Il giorno della memoria...fascista. Come si riscrive anche Bella Ciao

Bella ciao storia di parte? Qui finisce a giorno della memoria…fascista (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Bella ciao canzone parte integrante di una storia di parte. Con questo argomento alcuni genitori di una scuola della Repubblica Italiana hanno chiesto, e ottenuto, che la canzone Bella ciao non venisse cantata durante un’iniziativa della scuola stessa in occasione del Giorno della Memoria dell’Olocausto voluto, attuato e organizzato da nazisti e fascisti su scala planetaria.

Bella ciao dunque canzone di parte, cioè, a sentire quei genitori e anche molti altri che oggi dicono e pensano quel che fino a qualche tempo fa dicevano e pensavano solo i neo fascisti, nella seconda guerra mondiale e nei decenni del secolo scorso che la accompagnarono e precedettero al seconda guerra mondiale ci furono due parti che oggi meritano par condicio.

Par condicio di rispetto, valori e diritti per i marines e le Ss, par condicio per Hitler e Churchill, par condicio per i Repubblichini di Salò e i partigiani…E soprattutto par condicio per l’opinione di cancellare i partiti, i Parlamenti, le elezioni, mettere in galera o al muro o ai lager gli oppositori, invadere e occupare territori altrui, teorizzare e praticare la guerra, dichiarare subumani quelli che non ti piacciono e perciò allestirne lo smaltimento. Par condicio tra tutto questo e…Bella ciao. Quei genitori e le centinaia di miglia come loro (se non di più) dicendo che Bella ciao è storia di parte dicono, e sanno quel che dicono, che ricordiamo male l storia.

La storia come loro vogliono sia ricordata è che c’erano due parti, il nazi fascismo e la democrazia. Si sono fatte la guerra e una delle due ha perso. Punto. Ha perso non perché avesse per così dire torto, anzi ha avuto torto perché ha perso. Questa la storia secondo chi non vuol far sentire ai propri figli Bella ciao.

E mica solo secondo quei genitori. E’ fresca la sindaca leghista di Gazzada, tal Cristina Bertuletti, che nel giorno della Memoria via Facebook posta il suo “ricordatevi di andarlo a prendere in…”. Di Bertuletti in giro ce n’è tante, pochissime hanno gli onori delle cronache. Ma ce n’è tante e ce ne son tanti. Al bar, sui social, in ufficio, in fabbrica, presto al seggio elettorale.

Ce n’è tanti e non certo solo nostalgici attempati di Mussolini o giovani infoiati di rune e croci celtiche. Ce n’è tanta di italiana brava gente che una bella incendiata a Montecitorio la darebbe, i partiti (tranne quello per cui vota) li cancellerebbe, metterebbe con gioia dazi commerciali e chiuderebbe con fregola le frontiere, magari poi dicendo che se mancano merci e traffici è colpa di stranieri e etnie infiltratesi in patria…

Ce n’è tanta di italiana brava gente che all’ombra, con l’alibi e la copertura dell’immigrazione incontrollata e molesta sta scoprendo, si sta scoprendo stanca e nemica della democrazia. E quindi indulgente, ben disposta, attenta all’altra parte della storia. Se continua così finisce a Giorno della Memoria…Fascista!

Anche perché si reagisce poco o nulla. Il peggio di quell’episodio nella scuola della Repubblica Italiana è che i dirigenti della scuola abbiano sospeso, annullato l’esecuzione del canto di Bella ciao e, dicono le cronache, aperto un confronto con i genitori che volevano un altro canto e un’altra storia.

E’ questo il peggio perché, anche se non piace a quei genitori, la Repubblica Italiana è per storia, Costituzione e legge di parte. Sì, di parte. Di parte antifascista. Quindi la Repubblica Italiana (e la scuola di quella Repubblica dovrebbe fare altrettanto e non lasciarsi pavidamente intimidire) è di parte, contro la parte che elimina partiti e istituzioni, contro la parte che celebra sangue e razza, contro la parte che arma nazionalismi e sovranismi.

Magari non se lo sono ricordati in quella scuola quando quei genitori hanno fatto la loro inaccettabile richiesta. magari non se lo ricordassero solo in quella scuola…Siamo al punto in cui il Giorno della Memoria delle cose più schifose che l’umanità tutta abbia mai fatto vede nel paese scorrere un sottile ma robusto senso di fastidio da parte di un sacco di brava italiana gente fascista, per così dire, a sua insaputa (talvolta neanche tanto a genuina insaputa, talvolta a insaputa solo recitata). Sì, se continua così, se non si provvede a spezzare (altro che confronto) quel filo…qui finisce a Giorno della Memoria Fascista.

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