Lucio Fero

Tasse se le riscuote Zaia o Padoan, questa la differenza che fa

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Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in occasione della conferenza stampa di presentazione del referendum di Domenica 15 Ottobre per l’autonomia della Regione Veneto (foto Ansa)

ROMA – Tasse se le riscuote Zaia o Padoan, questa la differenza che fa…il referendum. Chi ha votato in Lombardia e soprattutto Veneto per avere meno tasse da pagare lo ha fatto in pieno diritto e coscienza. Peccato nessuno gli abbia spiegato come stavano, stanno e staranno le cose. E le cose stanno che più autonomia alle Regioni, anche più autonomia in tutti i 23 spicchi di competenze e poteri in ballo, significa che le Regioni e non lo Stato centrale riscuotono e spendono. Ma no, proprio no, per nulla no che le tasse calano perché l’esattore diventa la Regione.

L’illusione, il nome ufficiale dell’illusione è stato in campagna per il referendum ed è da anni quello di “residuo fiscale”. Che c’è ed esiste, eccome se esiste. Lombardia e Veneto ad esempio, ma anche Emilia ed altre Regioni del Nord, versano in termini di tasse e tributi più di quanto arrivi di spesa pubblica nel loro territorio. Vero, inconfutabile. Come è vero ed inconfutabile che molte Regioni del Sud fanno il contrario, incassano in termini di spesa più di quanto non versino di tasse e tributi.

Non è e non sarebbe scandalo in una economia e organizzazione statuale nazionale. Non sarebbe scandalo né tanto meno condizione intollerabile se al Sud il sostegno alla spesa si traducesse almeno in sviluppo. Ma così non è e non va da decenni. E allora questo “residuo fiscale” appare sempre più all’Italia del Nord come pedaggio per una strada che non porta in nessun luogo.

Ma si elimina il residuo fiscale con l’autonomia da referendum appena organizzato, votato, scrutinato e vinto dagli autonomisti? No, non si elimina. E un po’ di sincerità non avrebbe guastato. Non si elimina il residuo fiscale perché va così: mettiamo Regione Lombardia (ovviamente i cittadini non il Pirellone) oggi paghi mille in tasse ma riceva da Stato centrale 700 per servizi sul territorio lombardo. Residuo fiscale: 300.

Con l’autonomia, cioè gestendo a livello regionale tutte le 23 competenze in ballo, Regione Lombardia spenderebbe il costo di questi servizi aggiuntivi, mettiamo duecento, portando il suo esborso a 1.200 ma riceverebbe da Stato centrale il costo di quei servizi che Stato centrale non eroga più, cioè duecento. Quindi l’autonomia fa passare Regione Lombardia da mille sborsati e 700 ricevuto a 1.200 sborsati e 900 ricevuti. Il residuo fiscale resta sempre 300.

Solo se Regione Lombardia o Veneto o quel che sia riuscisse ed erogare gli stessi servizi spendendo meno dello Stato centrale o tagliasse servizi e quindi spesa, solo in questo caso Regione Lombardia o quel che sia potrebbe aprire strada a taglio tasse. Ma l’esperienza decennale dice che in Italia quando decentri la spesa in qualche caso migliori il servizio ma mai (mai!) diminuisce il montante di spesa. Anzi, nella gran parte dei casi aumenta.

Quindi lombardi, veneti, calabresi, liguri, campani e via regionando se vogliono pagare davvero meno tasse e avere gli stessi servizi sociali (o anche migliori) l’unica non è votare autonomie farlocche o collettivamente illudersi che le tasse possono essere diverse all’interno di un solo Stato, l’unica è avere ceto politico e pubblica amministrazione competenti ed efficienti. E società civile ed elettorato che non esigano spesa clientelare e premino chi governando scava voragini di debito e deficit, fra gli applausi della gente.

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