In Sardegna il petrolio c’è, il Qatar ha scoperto che…

di Pino Nicotri
Pubblicato il 3 Settembre 2015 8:11 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2015 8:54
In Sardegna il petrolio c'è, il Quatar ha scoperto che...

Nel mare della Sardegna c’è tanto petrolio: un futuro di tankers l posto degli ycht?

MILANO – Sulla scrivania di Matteo Renzi c’è un dossier che parla della scoperta di un enorme giacimento di gas metano nel sottosuolo della Sardegna. Andiamo per ordine.

La ricchezza del Qatar si basa sugli enormi giacimenti di gas del suo sottosuolo e da qualche tempo il suo emiro è interessato a investimenti immobiliari in Sardegna tanto da avere rilevato i 2.400 ettari di Costa Smeralda dell’imprenditore Tom Barrack. Logico quindi che il Qatar abbia chiesto a una multinazionale – la Riverstone, capitale sociale di 30 miliardi di dollari, specialista in investimenti nel settore energetico – di proseguire le ricerche di gas sardo iniziate a suo tempo dall’Eni negli anni ’60, proseguite dalla ormai scomparsa Progemisa e infine dalla Saras della famiglia Moratti.

Il risultato pare sia clamoroso e prima delle vacanze estive è stato comunicato con un apposito dossier a Renzi. Il succo del dossier è stato fatto avere anche al presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, Gli echi sono arrivati anche all’ex presidente Ugo Cappellacci e al presidente della Fondazione Banco di Sardegna, Antonello Cabras, anche lui ex governatore dell’isola.

Il 27 agosto ad Olbia il governatore Pigliaru ha avuto una riunione con Abdullah Mohamed Bin Saud Al Thani, zio dell’emiro del Qatar. Hanno parlato anche del grande giacimento di gas? Lapidaria e imbarazzata la risposta di Pigliaru:

“Non era in agenda”.

Il che comunque conferma che il giacimento c’è e che la scoperta delle sue dimensioni è arrivata per iniziativa del Qatar. L’imbarazzo è dovuto al fatto che finora Renzi il dossier o non lo ha ancora letto o lo ha letto senza dir nulla ai sardi.

Il Qatar in Sardegna ha rilevato la gran parte di quella che si chiama Costa Smeralda, e che qualcuno comincia a temere finisca col venire chiamata Costa Qatar. L’anno scorso infatti l’emirato del Golfo ha rilevato la struttura dell’ospedale S. Raffaele di Olbia, che della Costa Smeralda è il capoluogo, stanziando 1,2 miliardi di euro tra acquisto e investimenti. I lavori per poter cominciare a far funzionare a partire dal prossimo dicembre intanto la reception e il terzo piano, probabilmente adibito a pediatria, sono iniziati lo scorso 1 agosto. Il completamento dei lavori e l’entrata in funzione dei vari reparti con un totale di 242 posti letto, più 50 a pagamento, sono previsti per la fine del prossimo anno. L’ospedale però non si chiamerà più S. Raffaele, bensì Mater Olbia.

Il Mater Olbia occuperà 650 persone, compresi medici, infermieri, informatici, specialisti vari e impiegati. Ma si stima che indurrà occupazione esterna per altri 1200 posti di lavoro. Renzi lo scorso 6 giugno ha annunciato felice su Facebook che le domande di lavoro, corredate ognuna con il proprio curriculum, erano arrivate già a quota 2.740.

“E chissà quanti posti di lavoro potranno arrivare dallo sfruttamento del giacimento di metano a seconda della sua grandezza”,

si chiede per esempio Antonello Cabras, che oltretutto è un ingegnere minerario.

Poiché la Sardegna è una regione autononoma, non c’è il rischio che le royalties sul gas estratto vadano tutte a Roma anziché restare nell’isola e permettere così di finanziare investimenti per il rilancio dell’occupazione locale. I maligni sospettano che il silenzio di Renzi più che alla pausa vacanziera sia dovuto al non sapere bene come affrontare il tema dei proventi dello sfruttamento del metano sardo. Tanto che ai suoi collaboratori avrebbe confidato di essere

“un po’ preoccupato per come potrebbe prenderla il leader della Lega Nord Matteo Salvini. La Sardegna infatti si terrà i quattrini che verrebbero invece a Roma se il metano fosse stato trovato in Lombardia o in altre regioni non autonome”.