La pace dei sensi. Estremismi isolati. E niente riforme

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 14 ottobre 2017 6:26 | Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2017 22:33
renzi-gentiloni

Renzi con Gentiloni e Napolitano

“La pace dei sensi” è il titolo dell’articolo a firma Giuseppe Turani su Uomini & Business. Il giornalista aggiunge: “Nel nuovo parlamento gli estremismi saranno isolati. In compenso, niente riforme”.

Non ci soni quasi più brividi in politica. Quando la legge elettorale sarà passata anche al Senato e sarà diventata legge, non ci sarà che da andare al voto. Le sorprese sono sempre possibili, ma tutto lascia immaginare che avremo un parlamento senza maggioranza di una parte. E quindi, se non si vogliono la troika o un governo del presidente (cioè tecnico), non rimarrà che la grande coalizione centrodestra-centrosinistra.

Un risultato che non piacerà a molti, ma che è inevitabile dopo la bocciatura del referendum del 4 dicembre e il ritorno a un sistema di tipo proporzionale. Inutile farsi molte illusioni.

In compenso ci si potrà rallegrare per la fine degli scissionisti del Pd (schema Bertinotti)  e per l’evaporazione di “Campo progressista”, una creatura politica mai nata e che è vissuta solo nella testa di Giuliano Pisapia.

E anche i grillini avranno poco di cui rallegrarsi: li attendono cinque anni di buoni stipendi e di tanti show dall’opposizione, completi di cartelli, bandiere e altri gadget. In compenso effetto zero sulle faccende del paese. E questo è un bene. Non dovremo coltivare broccoli sul balcone di casa e non avremo Dibba ministro degli esteri.

Persino Salvini si ritroverà addomesticato a sua insaputa. Si rimane nell’euro. Berlusconi, per offrirgli una via d’uscita, ha lanciato l’idea delle due monete, ma è il primo a sapere che non si faranno mai: riderebbe tutto il mondo.

Si va, insomma, verso un post-elezioni con gli estremismi resi inoffensivi e con una coalizione di buon senso. E questo è un risultato straordinario, meraviglioso. La. pace dei sensi, finalmente

Con due soli problemi:

1- La congiuntura non sarà sempre così buona e serviranno misure di sostegno, difficili con la coalizione che si prospetta.

2- Sarà un  caso, o forse no, ma la parola “riforme” non si sente più. Renzi ha fatto un’indigestione il 4 dicembre e la sola parola gli evoca pessimi ricordi. Berlusconi non  ama progetti così grandiosi. Meglio tagliare un po’ di tasse qui e là.

E pensare che invece, senza riforme, l’Italia tornerà a fermarsi.

Ma questo, il blocco delle riforme, si era già capito il 4 dicembre sera.

Forse un giorno si ripartirà da quel momento. Ma sarà una faccenda lunga.

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