Renzi a Conte: Stai sereno…obiettivi, strategie e gioco dell’altro Matteo

di Bruno Tucci
Pubblicato il 1 Maggio 2020 15:25 | Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2020 15:25
matteo renzi foto ansa

Renzi a Conte: Stai sereno…obiettivi, strategie e gioco dell’altro Matteo (foto Ansa)

A che gioco vuol giocare Matteo Renzi? Quali sono i suoi obbiettivi? Dove vuole arrivare?

L’ex premier è bifronte, anzi trino. Lo confermano i fatti. Dunque, l’altro giorno prende la parola al Senato e attacca con asprezza il presidente del Consiglio, poi però lo rassicura.

Qualche istante più tardi continua la sua arringa ed espone uno per uno tutti i torti di Palazzo Chigi, ma dice in soldoni che non uscirà dalla maggioranza.

Infine, lancia un ultimatum (se volete un preultimatum) nel quale afferma che ritirerà il suo appoggio alla coalizione giallorossa se non si terrà conto delle sue proposte.

Che dire? Conte è sotto assedio non solo perchè il centro destra non molla la presa, ma anche perché nella maggioranza i dubbi sono molti e i numeri per andare avanti diventerebbero problematici.

Il premier ha comunque un grande alleato: Sergio Mattarella, il quale giustamente non è né dall’una né dall’altra parte degli schieramenti.

Per carità: un capo dello Stato deve essere super partes e lui lo ha sempre dimostrato. Il fatto è che non vuol sentir parlare di elezioni e respinge qualsiasi tentativo.

D’altronde sarebbe strano che in un momento così difficile per l’Italia i cittadini dovrebbero andare al voto.

Ritengo però che nemmeno a Matteo Renzi piacerebbe questa soluzione. Perché? Semplice: i sondaggi dicono che il suo partito, Italia Viva, non supererebbe uno striminzito quattro per cento dei consensi. Ed in tal caso nel nuovo esecutivo non avrebbe alcun peso come invece oggi lo ha.

Ed allora perché gioca a rimpiattino, perché sbraita tanto? Semplice: vuol tenere sulla corda il governo perché i suoi voti sono essenziali. Senza il suo appoggio, la maggioranza crollerebbe come un castello di carta. Quindi preferisce esporsi, ma fino ad un certo punto oltre il quale non va perché non gli conviene.

Allora, rimane l’interrogativo di fondo: dove vuole andare a parare l’ex numero uno del Partito democratico?

A questo punto i commentatori politici si scatenano e fanno mille congetture. Quale significato hanno le sue azioni se non vuole far cadere il governo ?

Il giochetto è difficile: ci vuole pazienza e soprattutto furbizia. Come ci si comporta dinanzi ad una scacchiera: con abilità e aspettando i tempi giusti per portare il colpo definitivo.

Renzi sa che dovrà rimandare la battaglia finale. Non per sedersi nuovamente sulla poltrona di Palazzo Chigi. Quello è un risultato non raggiungibile adesso. È gioco forza aspettare.

Per quali obiettivi?

Primo: far fuori Conte che gli impedisce di svolgere le sue manovre. Ha ancora tanti consensi dalla gente e sarebbe inopportuno spingerlo ora all’angolo. Perderebbe. Però colpirlo ai fianchi come un buon pugile, questo si.

Per diminuire il suo credito, per convincere il Quirinale a cambiare cavallo senza arrivare alle consultazioni. Chi dopo lui? Ecco il piano di Renzi: far salire al Colle per ottenere la fiducia un nuovo personaggio, a lui gradito, con cui ha un buon feeling.

Insomma, una persona più vicina alle sue idee con il quale si potrebbe dialogare. In tal modo Renzi rimarrebbe a galla mantenendo il potere di oggi, se non di più.

Per tale ragione tranquillizza Conte, gli dice di “star sereno”. Anche ad un altro premier lo sussurrò nel passato, ad Enrico Letta. E qualche giorno dopo, a sostituirlo a Palazzo Chigi fu proprio lui: il fantomatico Matteo.