Sabato riparte torchio Equitalia: se bussa, 60 giorni e poi si paga

di Riccardo Galli
Pubblicato il 26 Settembre 2011 15:30 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2011 16:50

ROMA – Evasori, ma anche semplicemente morosi o distratti di tutta Italia, preoccupatevi, dal primo ottobre prossimo torna Equitalia. Dopo un temporaneo stop, figlio di cambi legislativi e proteste per i metodi troppo “hard” usati per riscuotere le tasse evase, dal prossimo mese il fisco torna a far sul serio. Novità molte: diverse le soglie da cui scatta, anche, il carcere, e obbligo di comunicare, ad esempio, quando viene accesa un ipoteca sull’immobile intestato ad un debitore dello Stato. Ma la sostanza è una: dal primo ottobre (sabato prossimo) se il fisco bussa bisogna pagare, e anche in fretta.

Il fisco è pronto a lanciare la campagna d’autunno contro l’evasione. Le armi per recuperare le imposte non pagate si sono moltiplicate e affinate dopo i decreti (e le conversioni) di questa estate. Tra loro, tra l’altro, l’abbassamento delle soglie per far scattare i reati tributari e un ulteriore giro di vite sulle società di comodo. Ma pronte all’utilizzo ci sono due novità “ereditate” dalla manovra di un anno fa. Il redditometro versione 2.0 partirà fra meno di un mese come ha anticipato lo stesso direttore delle Entrate, Attilio Befera, e metterà alla prova le dichiarazioni dei redditi 2010. E soprattutto sabato prossimo entrerà in vigore (a meno di una proroga sul filo di lana) la rivoluzione degli avvisi di accertamento che cercherà, più d’accetta che di bisturi, di risolvere il problema delle lungaggini della riscossione. Addio cartella perché l’atto d’accusa del fisco al contribuente sarà esecutivo (e quindi sarà un titolo per incassare la presunta evasione) già dopo 60 giorni. Un tassello fondamentale per raggiungere nel 2012 l’obiettivo di 13 miliardi da recuperare.

Gli avvisi d’accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate a partire dal prossimo 1° ottobre saranno esecutivi trascorsi 60 giorni dalla notifica. La novità riguarda esclusivamente le contestazioni del fisco relative a imposte sui redditi (Irpef e Ires), Irap, Iva e il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni. Gli avvisi esecutivi potranno essere emessi per le rettifiche relative ai periodi d’imposta a partire dal 2007. Se entro 60 giorni dalla notifica il contribuente non impugnerà l’atto, e non salderà il dovuto, l’accertamento diverrà esecutivo e, trascorsi altri 30 giorni, il testimone passerà all’agente della riscossione per l’incasso del 100% di imposte, sanzioni ed interessi. Quest’ultimo non potrà avviare l’esecuzione forzata (ad esempio l’esproprio) prima che passino 180 giorni da quando ha ricevuto l’affidamento in carico, ma il concessionario potrà comunque adottare azioni cautelari.

L’atto di accertamento, in sostanza, cumulerà in sé le funzioni svolte precedentemente e separatamente dall’avviso di accertamento stesso, dalla iscrizione a ruolo e dalla successiva notifica della cartella di pagamento. Per quanto riguarda poi i tempi, in buona sostanza, il contribuente dovrà provvedere al pagamento delle somme dovute entro il termine di presentazione del ricorso. Se questo non avverrà, viene stabilito che l’atto di accertamento, che ha già funzione di titolo esecutivo, passerà, trascorsi altri 30 giorni, nelle mani del “riscossore”. Novanta giorni quindi per pagare.

Anche se è stabilito che, per la riscossione forzata, scattano automaticamente 180 giorni di sospensiva da quando la pratica viene data in carico agli agenti della riscossione. In sostanza, una volta affidato il carico delle somme dovute ad Equitalia entro i 30 giorni successivi al termine per la proposizione del ricorso, è stato previsto che l’esecuzione forzata è sospesa a prescindere per 180 giorni. Ma la norma dispone che la sospensione non opera con riferimento alle azioni cautelari e conservative, nonché per ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore. Cioè l’Agenzia potrà comunque richiedere l’autorizzazione ad iscrivere ipoteca a procedere al sequestro dei beni, così come l’agente incaricato risulterà legittimato a iscrivere ipoteca e attuare il fermo sui beni del contribuente.

Tutto ciò, a partire da sabato prossimo.