Obama “puzza” e pure Francesco…Complottocrazia malattia virale del webismo

di Riccardo Galli
Pubblicato il 9 Dicembre 2013 17:19 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2013 17:19

complottoROMA – Obama presidente illegittimo (“puzza di non americano”) e Papa Francesco un socialista (“puzza di marxismo”) mascherato. Il primo sarebbe nato in Kenia, e non sarebbe quindi eleggibile negli Usa, mentre il secondo non sarebbe nemmeno cristiano. A dietrologie varie e complotti più o meno astrusi siamo abituati, almeno dai tempi dell’omicidio di Kennedy orchestrato da Cia, Kgb e vari altri e mafia e Castro e tutti insieme s’intende ciascuno all’insaputa dell’altro o no…? Ma la rete ha regalato a questi una diffusione mai registrata prima. E ora, secondo la prestigiosa università di Cambridge, la democrazia, ma sarebbe meglio dire la stessa logica e intelligenza umana, rischiano di finire schiacciate sotto il peso di queste astruse ma assai condivise teorie.

Altro che disparità sociali e crisi finanziaria, non il riscaldamento globale e nemmeno la crescita continua e fuori controllo della popolazione mondiale, a mettere davvero in pericolo la democrazia, quel sistema di governo e organizzazione sociale che l’uomo è riuscito faticosamente a darsi, è il complottismo. Secondo il professor David Runciman, che guida un team di professori di Cambridge, la forza demolitrice della “complottocrazia” è moltiplicata da Internet, usa armi spregiudicate, argomenti insidiosi, e fa già ora sentire il suo peso nella politica quotidiana.

E se è vero che il mondo è da tempo abituato ad avere a che fare dietrologi di tutte le risme, noi italiani siamo la prova provata che la teoria del complotto paga, anche in politica. Silvio Berlusconi, il personaggio principe della politica italiana degli ultimi 20 anni, da sempre vive e conquista consenso sfruttando i complotti. Da quelli di Magistratura Democratica che sarebbe praticamente da sempre impegnata per farlo fuori, sino a quelli di non meglio identificati soggetti che in Parlamento gli hanno sempre impedito di portare a compimento le sue straordinarie riforme. Ultimamente Berlusconi ha elencato quattro colpi di Stato quattro ai suoi danni. Quattro, e molti non se ne erano neanche accorti, evidentemente non ci sono più i colpi di Stato di una volta…

Più complottista del Cavaliere il novello rivoluzionario Beppe Grillo che, di persona o tramite i suoi cittadini, i complotti li sposa tutti.  Dagli gnomi dell’euro al signoraggio bancario, dalla congiura dei banchieri al potere di Israele sui media, dal piano diabolico per far naturalizzare gli immigrati sino alla trattativa di Napolitano con la mafia passando per i chip infilati sotto la pelle degli americani e il piano di autodistruzione delle Torri Gemelle. Il suo socio Casaleggio, detto “il guru”, ha prodotto addirittura un film (si chiama Gaia, è su YouTube) dove prevede una guerra mondiale con due miliardi di morti che porterà finalmente alla democrazia elettronica.

Per una volta noi italiani siamo una sorta di precursori, da noi il complotto è già entrato in politica e ha già messo piede nella democrazia. E possiamo testimoniare come il suo effetto non sia dei più salutari. Certo è vero che, almeno nel nostro Paese, abbiamo particolarmente faticato a creare degli anticorpi che ci proteggano, e anzi, la nostra democrazia ha più di una responsabilità nell’affermazione dei complottasti che a braccetto con l’antipolitica vanno.

Internet e i social network sono indubbiamente un terreno e un veicolo eccezionale per ogni tipo di dietrologia, ne amplificano l’eco e, in qualche modo, riescono persino a dare una parvenza di veridicità a ricostruzioni che altrimenti risulterebbero risibili. Come scrive Enrico Deaglio su Repubblica, è “evidente il fatto che ci sono però condizioni reali che favoriscono il complottismo. Grande disparità sociale unita al finanziamento scandaloso della politica, non aiuta la fiducia nella democrazia. Scoprire che la Cia ti spia anche sul tuo cellulare, neanche”.

“Secondo Cambridge – continua Deaglio -, i regimi democratici sono seriamente minacciati, prima ancora che dal terrorismo islamico o dalla evidenza di crescenti disparità sociali, da una insidiosa malattia che toglierà loro credibilità e fiducia, la complottocrazia, terribile neologismo nutrito dalle più svariate teorie del complotto. Sia che si parli dell’11 settembre, del cambiamento climatico, del potere delle banche, queste teorie ci spiegano che gli attuali governi (democratici) sono in realtà soltanto marionette manovrate da una potente organizzazione segreta, un gigantesco complotto, un ‘nuovo ordine mondiale’ in grado di spiare le nostre vite, di spargere malattie, fomentare guerre, affamare il pianeta; il tutto allo scopo di mantenere il proprio potere economico e finanziario. (…) Ma ecco alcuni temi di complottocrazia in azione.

Oggi negli Stati Uniti, circa il 20 per cento degli americani si dice convinto che Obama sia stato eletto illegalmente (non sarebbe nato negli Usa, ma in Kenya), che sia di religione musulmana, e che sia un agente del socialismo mondiale. Questa credenza è coltivata in particolare dall’ala estrema del partito repubblicano e ha portato recentemente al radicale boicottaggio parlamentare della riforma sanitaria del presidente.

La teoria, tutta africana, che l’Aids non sia un virus che si trasmette sessualmente, ma un qualcosa di inoculato subdolamente dai bianchi, non solo è diffusissima, ma è anche sostenuta di diversi governi. Il risultato è che le misure di prevenzione non sono attuate, o sono fortemente limitate.

La maggioranza del mondo islamico è convinta che gli attentati dell’11 settembre siano stati orditi dalla Cia e dal Mossad israeliano per poter scatenare la guerra in Iraq e acchiappare così il suo petrolio, ovvero il dono che Allah aveva fatto alla sua gente.

Hanno poi anche parecchia circolazione le teorie che spiegano il dominio del mondo, da parte di società segrete, di Illuminati, di massoni, e soprattutto di ebrei. Piccole, ma tenaci minoranze continuano poi a sostenere che non c’è mai stato uno sbarco di uomini sulla luna, che Elvis Presley non è morto, Roosevelt sapeva perfettamente dell’attacco a Pearl Harbor, gli alieni sono effettivamente sbarcati sulla terra e noi tutti siamo loro schiavi, che John Kennedy è stato ucciso da un complotto in cui sono stati coinvolti, a scelta o tutti insieme, la Cia, il Kgb, la mafia, i castristi e gli anticastristi, Lyndon Johnson e l’Fbi. (…)

Le teorie del complotto spaziano nei campi più diversi – dalla diffusione di malattie, all’inquinamento dei cibi, alla possibilità di controllo capillare delle persone e dei loro pensieri, alla perversione dell’Opus Dei (Il Codice da Vinci) – ma il modello continua ad essere quello dei ‘Protocolli dei Savi di Sion’, un falso documento costruito della polizia zarista all’inizio del XX secolo, in cui si portavano le prove di un complotto internazionale degli ebrei per appropriarsi del mondo attraverso la stampa e la finanza. Nonostante fossero stati immediatamente individuati come falsi, i Protocolli ebbero una straordinaria diffusione in Europa, e furono lettura obbligatoria nelle scuole della Germania nazista. I Protocolli sono stati l’unico caso in cui una teoria complottista si è trasformata in verità di Stato, implementata poi con la deportazione e lo sterminio”.