Raffaele Squitieri Presidente della Corte dei conti: “Tasi peggio della Tares, rischio Imu”

di Salvatore Sfrecola
Pubblicato il 31 Ottobre 2013 8:43 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2013 8:49
Raffaele Squitieri Presidente della Corte dei conti: "Tasi peggio della Tares, rischio Imu"

Raffaele Squitieri, Presidente della Corte dei conti

ROMA – Raffaele Squitieri è il nuovo presidente della Corte dei Conti. Squitieri è stato designato dal Consiglio di presidenza della Corte dei Conti per la nomina, poi deliberata dal Consiglio dei ministri.

Il grosso pubblico lo ha conosciuto in questi giorni, apprendendo dai giornali e dalle televisioni che, intervenendo in rappresentanza della Corte dei conti in alcune audizioni parlamentari sul disegno di legge di stabilità, aveva manifestato alcune perplessità sul provvedimento. Secondo i giudici contabili, infatti, la Tasi,

“che moltiplica il suo peso (1 per mille sull’imponibile Imu) rispetto a quello incorporato nella vecchia Tares (30 cent al metro quadrato) e che, lasciando ai comuni la facoltà di rideterminare l’aliquota, crea il presupposto di aumenti di prelievo da parte degli enti locali con aliquota Imu inferiore al massimo previsto dalla legge”.

Così c’è il rischio “di ulteriori aumenti impositivi” in particolare sulla casa. A rischio soprattutto le seconde case. Secondo Squitieri, “è il caso di inasprimenti che potrebbero canalizzarsi sul versante del patrimonio immobiliare e in particolare sulla Tasi. A rischiare di essere colpite sono le seconde case e gli immobili strumentali delle imprese allocati nei comuni finora ‘virtuosi'”, afferma Squitieri. La magistratura contabile sottolinea inoltre il “rischio di un deterioramento della tax compliance” che ne dipenderebbe.

Una cauta riflessione che, non c’è dubbio, sarà piaciuta a molti.

Ma Raffaele Squitieri, che il Consiglio dei ministri ha nominato Presidente della Corte dei conti, su designazione unanime del Consiglio di Presidenza della magistratura contabile, è personalità nota tra gli addetti ai lavori, all’interno della pubblica amministrazione e non solo. Fino a ieri Presidente della Sezione del controllo sugli enti e Presidente aggiunto, in precedenza ha ricoperto incarichi importanti nell’Istituto di viale Mazzini, impegnato soprattutto nel controllo ma anche nella giurisdizione avendo presieduto la Sezione giurisdizionale regionale per la Regione Molise.

Tra gli incarichi extragiudiziari va ricordato quello di Capo di Gabinetto del Ministro per i beni e le attività culturali e Presidente del Collegio dei revisori del CONI. In questo ambito Squitieri ha ricoperto altri importanti incarichi.

La sua nomina è stata accolta con grande soddisfazione dai colleghi, come dimostra il gran numero di messaggi trasmessi via mail sulla posta interna, che gli riconoscono grande capacità di lavoro anche nelle sedi collegiali dove si confrontano opinioni e indirizzi dottrinali e giurisprudenziali, attitudine ad assumere rapidamente decisioni dimostrata nel periodo nel quale, da Segretario Generale della Corte dei conti, ha svolto un ruolo fondamentale per il buon funzionamento dell’Istituto.

Da Squitieri i magistrati della Corte dei conti si attendono che l’ascolto del mondo politico e governativo, assicurato a Squitieri da amicizia e stima personali consenta alla Corte, alla quale di recente sono state attribuite importanti funzioni in materia di controllo su Regioni ed enti locali, di assumere un assetto organizzativo ed un profilo operativo adeguato alle aspettative di chi auspica un indirizzo di gestione delle risorse pubbliche conforme alle regole della legalità e dell’efficienza.

I colleghi si attendono, in particolare, una valorizzazione dei momenti collegiali allo scopo di assicurare, dopo averli adeguatamente dibattuti, indirizzi uniformi che diano alle deliberazioni della Corte l’espressione di pronunce dotate di certezze che aiutino amministratori e funzionari nel loro difficile compito a fronte di bilanci sempre meno ricchi in presenza di una crescente richiesta di servizi provenienti dalla comunità amministrata.

Un compito impegnativo, dunque, quello che attende Raffaele Squitieri sul più alto scranno della Corte dei conti, una Istituzione fondamentale del nostro ordinamento che ha appena festeggiato i 150 anni di vita nello stato unitario, che nel 1862 fu il primo giudice civile ad estendere la propria giurisdizione sull’intero Regno, come tenne a sottolineare Quintino Sella, Ministro delle finanze, in occasione dell’inaugurazione della Corte a Torino.

Primo giudice perché la preoccupazione degli statisti dell’epoca era quella di assicurare il buon andamento della finanza pubblica, allora come oggi gravata da un pesante debito pubblico. Con un sola differenza, non da poco. Che il debito pubblico con il quale l’Italia finalmente unita si trovava a fare i conti era in gran parte di origini che possiamo definire nobili, in quanto conseguenza delle spese sostenute per le guerre del Risorgimento, mentre oggi il peso del debito consegue a scelte dissennate lungo alcuni decenni, nel corso dei quali la regola è stata la sistematica violazione delle norme costituzionali sulla copertura delle spese.

Si è detto più volte che è stato la distribuzione di ingenti risorse è stata fatta dai governi degli anni 60 e 70 per assicurare la pace sociale. Il pericolo è che la si perda per l’aggravarsi della crisi economica.

In questo contesto, come dimostrano le parole di Raffaele Squitieri che abbiamo ricordato, la Corte dei conti continuerà a svolgere il suo ruolo di custode del pubblico erario con le azioni concrete e le riflessioni che offre all’attenzione di Governo e Parlamento.