Ingiurie antisemite, a John Galliano multa da 6.000 euro

Pubblicato il 8 Settembre 2011 14:04 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2011 14:30

PARIGI, 8 SET – Lo stilista britannico John Galliano è stato condannato oggi dal tribunale di Parigi a versare una multa di 6.000 euro (con la condizionale) per le ingiurie antisemite pronunciate in un bar parigino tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011.

Galliano è stato riconosciuto colpevole dal tribunale di Parigi di aver espresso offese a sfondo antisemita contro alcune persone mentre si trovava in un bar del centro di Parigi. I fatti risalgono all’ottobre 2010 ed al febbraio 2011. All’epoca dell‘apertura del processo, lo scorso giugno, era stato fatto riferimento ad una possibile condanna per sei mesi di detenzione e fino a 22.500 euro di multa. Il pubblico ministero aveva richiesto almeno 10.000 euro di multa.

L’ex direttore artistico di Dior, licenziato con lo scandalo delle offese razziste, ha ricevuto una condanna molto più lieve: 6.000 euro di multa per le due denunce, a cui il giudice ha associato l’attenuante della condizionale. In dettaglio, Galliano è stato condannato a versare 4.000 euro per le parole pronunciate il 24 febbraio 2011 contro una coppia seduta al tavolino vicino del bar La Perle di Parigi.

I due lo avevano denunciato perché lo stilista, avevano spiegato, li aveva aggrediti verbalmente con frasi anti-ebree mentre era sotto l’effetto dell’alcol. Quel giorno la carriera brillante dello stilista britannico di 50 anni si era improvvisamente oscurata.

Lo scandalo si era poi rapidamente amplificato due giorni più tardi, con una nuova accusa avanzata contro Galliano da una donna di 48 anni che aveva affermato di essere stata a sua volta vittima di insulti antisemiti da parte dello stilista, in quello stesso bistrot, l’8 ottobre 2010. Per queste accuse lo stilista deve ora versare 2.000 euro.

Galliano è stato condannato anche a versare 1 euro simbolico di danni morali ed interessi alle vittime dei suoi insulti e ad alcune associazioni antirazziste che si erano portate parte civile nel processo, come SOS Razzismo, oltre a rimborsarne le spese legali. Nel corso della prima udienza Galliano aveva riconosciuto la sua dipendenza dall’alcol e dai farmaci.