Monica Bellucci non parla di politica: “Basta domande da parrucchiere”

Pubblicato il 11 Ottobre 2011 15:12 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2011 15:12

Monica Bellucci

ROMA – Il giornalista di A che ha intervistato Monica Bellucci aveva evidentemente deciso di farla parlare di politica. Italiana o francese che fosse. Ma l’attrice è stata più astuta e ha evitato ogni domanda scomoda.

Quando sente la parola “presidente” le viene in mente Sarkozy o Napolitano? «Non puoi fare il paragone perché in Francia il presidente ha una funzione che in Italia ha il presidente del Consiglio e non Napolitano». Giusta bacchettata. Ma insomma, a chi pensa? (Sorriso di circostanza) «Dipende in che paese sono». Risposta diplomatica. Ma secondo lei i francesi sono più politicamente coinvolti di noi? (Comincia ad alzare gli occhi al cielo) «In Francia la gente ha una coscienza sociale e politica che è ancora forte. Mentre in Italia ho l’impressione che la gente abbia perso fiducia nelle istituzioni. È completamente confusa. È come un paese lasciato alla deriva». Ha rapporti con Carla Bruni? Le è simpatica, antipatica? (Sbuffa decisamente) «Non mi fare domande da parrucchiere, dai!».

Niente da fare, Bellucci inamovibile. In compenso il resto dell’intervista è un inno alla maternità. Cosa le piace dell’essere mamma? “Tutto. È la mia natura: mi piace essere incinta, mi piace allattare, m piace prendermi il mio tempo. Ci metto molto a ritornare in forma, anche un anno. Non ho nessuna fretta”. Che Monica Bellucci ami la maternità non è certo una novità, ma a quanto pare, arrivata a 47 anni, non ha laminima intenzione di forzare la natura. Niente figli a tutti i costi, le sue Deva e Leonie bastano. A un altro bebè non pensa? “No. Non bisogna giocare con la fortuna”.

Cosa le piace delle sue figlie? “Tutto. Del resto ogni scarrafone è bello a mamma sua. Sono le colonne portanti della mia vita”. La prima cosa che fa appena sveglia? Corre a vederle? “Corro a vederle? Una dorme con me! Quella piccola, fissa. E quella grande anche, ogni tanto. Adoro dormire con loro. Anche perché mi dicono che tra un po’ se ne andranno. Se sono come me a quattordici anni sono già fuori di casa. Me li voglio proprio godere questi anni con loro”. E il papà, come reagisce a questa prospettiva? “Lacrime. Lacrime di sangue! Però da una parte sono triste, dall’altra penso sia meraviglioso. Voglio due bambine che hanno bisogno della mamma e due adulte che non ne hanno più bisogno”.

E l’ultimo pensiero prima di andare a dormire? Loro? “Certo. Le addormento io. Anche la grande. Tutte le sere”. Due bimbe viziate insomma: “Molto. Sono viziate d’amore. L’affetto non è mai abbastanza. Ogni bambino ha diritto a questo. Il problema è solo avere il tempo”.