Bruna Zandonà, maitresse a Treviso: “Lavoro come un altro”. Pena più lieve

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2014 9:36 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2014 9:36
Bruna Zandonà, maitresse a Treviso: "Lavoro come un altro". Pena più lieve

Bruna Zandonà, maitresse a Treviso: “Lavoro come un altro”. Pena più lieve

TREVISO – “E’ il mio lavoro, lo faccio da sempre“. Questa la difesa di Bruna Zandonà, la maitresse che gestiva un bordello a Treviso processata per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Una difesa, quella del “è un lavoro come un altro”, che si è rivelata vincente. La Zandonà è stata condannata ad appena 17 mesi di carcere, contro i 4 anni e mezzo chiesti dal pm di Treviso.

Roberto Ortolan sul Gazzettino scrive:

“«Ho sempre fatto quella professione (la prostituzione, ndr). Non ha mai smesso», e la versione che Bruna Zandonà ha affidato all’avvocato Stefano Pietrobon che le ha utilizzate nell’arringa finale. «Ed è una professione – ha aggiunto il legale – come tante altre, visto che anche l’ex sindaco Giancarlo Gentilini, eletto in modo plebiscitario per più volte, non ha mai fatto mistero delle sue frequentazioni di Cai De Oro, nota casa chiusa di Treviso»”.

I giudici hanno bocciato la richiesta del pm, che aveva proposto 4 anni e mezzo di carcere, e hanno condannato la maitresse di 63 anni a 1 anno e 5 mesi, in continuazione con la condanna a 2 anni che le era stata inflitta nel 2004, spiega il Gazzettino:

“In attesa delle motivazioni, l’avvocato Pietrobon ha annunciato appello, ritenendo di poter ottenere perlomeno un ulteriore sconto di pena. «Riproporrò anche l’eccezione sull’errore di notifica che mi è stata bocciata. In ogni caso Bruna Zandonà, con l’affidamento in prova, non rischia il carcere»”.