Foggia. Michele Mandara: “Ho ucciso Zhanna Hashenco e gettato corpo nel pozzo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 febbraio 2014 14:59 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2014 14:59
Foggia. Michele Mandara: "Ho ucciso Zhanna Hashenco e gettato corpo nel pozzo"

Foggia. Michele Mandara: “Ho ucciso Zhanna Hashenco e gettato corpo nel pozzo”

FOGGIA – Ha ucciso una prostituta con due colpi di fucile da caccia alla schiena e gettato il suo corpo nel pozzo. Michele Mandara, agricoltore di 41 anni, è stato fermato la mattina del 3 febbraio per l’omicidio di Zhanna Hashenco, 42 anni. “Non so cosa mi sia preso”, ha detto Mandara confessando l’omicidio della donna, scomparsa lo scorso 30 novembre, prima di condurre il 1° febbraio gli inquirenti al pozzo nelle campagne di Troia, in provincia di Foggia, dove aveva nascosto il corpo.

L’agricoltore, sottoposto a fermo su disposizione della Procura e rinchiuso in carcere, è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. I moventi dell’omicidio sarebbero di natura economica e sentimentale: la donna non voleva restituire all’agricoltore i 4mila euro ricevuti in prestito e non rispondeva agli oltre 90 sms d’amore che Mandare le aveva scritto.

Il 30 novembre scorso Mandara avrebbe ucciso la prostituta con due fucilate dopo un rapporto sessuale consumato nella sua masseria, gettando poi il corpo in un pozzo poco distante. Un’amica della donna ne aveva denunciato la scomparsa il giorno stesso. La vittima era residente a Qualiano, in provincia di Napoli, ma si prostituiva nel tratto foggiano della statale 16.    

Le indagini dei carabinieri avevano consentito di appurare che Hashenko non si era allontanata volontariamente: l’ipotesi più probabile è che fosse rimasta vittima di qualche cliente. L’ultimo è risultato essere Mandara il quale, dopo essere stato sentito, insieme ai componenti della sua famiglia, si è contraddetto più volte, circa i suoi movimenti e i suoi rapporti con la donna.    

Lo scorso sabato Mandara è stato nuovamente interrogato e allora è crollato: ha confessato di aver ucciso la donna la sera stessa della scomparsa con il fucile da caccia del padre, legalmente detenuto, dopo uno scatto d’ira nel corso di un litigio. La prostituta si rifiutava di restituire a Mandara i 4mila euro che l’agricoltore le aveva prestato. L’uomo ha poi condotto gli inquirenti fino al pozzo in cui aveva occultato il cadavere della Hashenco.

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno analizzato i tabulati telefonici della donna e hanno trovato 90 sms d’amore scritti dall’agricoltore. Sms a cui la donna aveva risposto solo in due occasioni. Ad incastrare Mandara anche una intercettazione, in cui si sente chiaramente l’agricoltore dire al padre: “Se i carabinieri dovessero chiederti cosa ho fatto il 30 novembre rispondi loro che sono sempre stato a casa”.