I tedeschi e i tuffi con il culo. Roberto Giardina, Italia Oggi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 agosto 2015 12:09 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2015 12:09
I tedeschi e i tuffi con il culo. Roberto Giardina, Italia Oggi

I tedeschi e i tuffi con il culo. Roberto Giardina, Italia Oggi

ROMA – “Vincono spesso ma non sempre, almeno quest’anno, i tedeschi di Frau Merkel – scrive Roberto Giardina di Italia Oggi – Il Bayern escluso dalla finale di Champions League, fuori come gli italiani i giovani della Under 21, e fuori anche le donne ai Mondiali di calcio. Le nostre atlete neanche si erano qualificate. Ma la Germania probabilmente vincerà una medaglia d’oro alle prossime Olimpiadi per una nuova categoria di tuffi, lo splashdiving.

La specialità dovrebbe essere al più presto riconosciuta dal Comitato olimpico, si dice sicuro il campione. Intanto si è sicuri di conquistare qualche titolo ai campionati del mondo, in programma il 29 e 30 agosto a Sindelfingen, a una quindicina di chilometri da Stoccarda, dove si trova la seconda più grande piscina del paese.

Splashdiving? Mai sentito. La traduzione tedesca è illuminante, per quanto poco onorevole: Arschbombe, letteralmente la bomba di culo, cioè la classica culata in cui si esibiscono i tuffatori poco esperti nelle nostre piscine. Uno scherzo? A quanto pare la cosa è seria. Nelle gare si ottengono più punti, quanta più acqua si solleva e, ovviamente, conta anche lo stile con cui si piomba in acqua da seduti. La Germania è considerata la patria della specialità, nata ufficialmente nel 2004. A Sindelfingen sono attesi atleti dall’India, dalla Russia, dall’Australia e dalla Finlandia. Le cronache tedesche non danno informazioni su concorrenti italiani. Il campione mondiale in carica, un tedesco ovviamente, Felix Hirth, di Bayreuth, non potrà difendere il titolo perché ha firmato un contratto per esibirsi quest’estate in Cina in diverse piscine. Ma l’allenatore della nazionale teutonica, il berlinese Christian Guth, 30 anni, rimane ottimista: ci sono rincalzi in grado di vincere al suo posto.

Io non mi ricordo neanche a che età ho imparato a nuotare, probabilmente allo stesso tempo di quando ho cominciato a muovere i primi passi. Tra l’indignazione delle altre genitrici, mia madre mi metteva in acqua da piccolissimo, appeso alla poppa della sua barca a remi. A un certo punto ho deciso di lasciare la presa e ho cominciato a nuotare da solo. Ma nella Sicilia dei miei tempi non esistevano piscine, e neanche trampolini. Quindi non ho mai imparato a tuffarmi con stile. Diciamo che non mi tuffo affatto, perché, come tutti quelli che conoscono il mare, so quanto sia pericoloso, e spesso stupido, tuffarsi a capofitto dalla riva sabbiosa o dagli scogli.

L’Arschbombe è una soluzione poco elegante? Christian, ovviamente, non è d’accordo: «Viel Platsch, viel Ehr», molti spruzzi, molto onore, spiega. Per sollevare le onde serve una buona stazza, però con lo stile adatto si possono compensare i chili mancanti. Una Arschbombe perfetta non è facile, e chi sbaglia la paga con l’impatto, niente affatto gradevole. Meglio comunque cadere sulla schiena che di fianco, per salvare i reni. Inutile precisare che, se ti pieghi in avanti, esegui una dolorosissima facciata o panciata. Ogni ragazzino lo sa da sempre, ma i tedeschi dedicano a queste spiegazioni una mezza pagina di giornale. Loro sono sempre pragmatici e precisi. L’Arschbombe conferma un pregiudizio, per una volta tanto positivo.

«Il segreto è non cadere contratti, se sei rilassato la Arschbombe riuscirà meglio», consiglia ancora Christian. Il trucco è di cadere con una gamba tesa avanti e l’altra ripiegata contro il corpo, così è più agevole mantenere la posizione. Si sprofonda di più e, più sprofondi, più acqua sollevi. E vieni premiato dai giudici. Consigliati i costumi da bagno dei surfisti: ti proteggono meglio.

L’Arschbombe non è una specialità dei bulletti da piscina, mi perdoni Herr Christian. A quanto pare si fanno avanti anche le donne, che si tuffano audacemente dal trampolino di 10 metri. Ci sono sottocategorie della classica «culata», e in tutte il campione berlinese è tra i migliori: la Kartoffel, la patata, la schmale Katze, cioè il gatto affusolato, e infine lo Yogi Cannonball, la palla di cannone. C’è infine una specialità per il gentil sesso, la Weiberkerze, la candela femminile: ci si butta diritti, testa in su e naso chiuso tra le dita. La notizia estiva fa ridere, ma quando, alle prossime Olimpiadi, i tedeschi guadagneranno tre o quattro ori più di noi, grazie a Christian e ai suoi compagni e amiche, non ci dovremmo sorprendere o indignare.